A cura di: Redazione
Fonte: Radio CRC
Oggi su CRC, radio partner della SSC Napoli, nel corso della
trasmissione “A Pranzo con Chiariello” è intervenuto il giornalista di Libero Fabrizio Biasin. Queste le sue dichiarazioni: «Io amo Napoli, sono persino un napoletano d’adozione, al di
là della mia fede calcistica. Mi sembra allucinante che io debba anche
ribadirlo. La settimana scorsa ho scritto articoli su articoli in favore di Sal
Da Vinci e mi sono ritrovato ad essere il suo nemico. Vi invito ad andare a
leggere gli articoli che ho scritto in precedenza e che ho scritto prima del
Festival di Sanremo. Non mi sono mai schierato contro la vittoria del cantante
napoletano. La domanda che mi sono posto in generale è la seguente: La
proposta musicale di questa edizione del Festival in globale è stata una buona
proposta rispetto a quella dell’edizione precedente? Secondo me abbiamo fatto
un passo indietro. Questo non c’entra con Sal Da Vinci che è stato bravissimo,
ma di tutte le canzoni in gara. Tutte le volte si fanno confronti che hanno poco senso. Sia
Inter che Napoli hanno fatto una brutta figura in Champions. Il Napoli è
arrivato al 30esimo posto su 36 avendo una rosa e una squadra costruita molto
bene dalla sua proprietà nel corso della campagna estiva del calciomercato a
dispetto di tutti gli infortuni patiti questa stagione e che hanno condizionato
l’andamento della stagione. Il Napoli poteva fare meglio rispetto alle sue
potenzialità. L’Inter ha giocato e perso anche malissimo una finale la passata
stagione e aveva il dovere di arrivare almeno agli ottavi contro una squadra
alla sua portata come il Bodo Glimt. Io credo che si sono create delle dinamiche dialettiche che
ci dicono ogni volta che l’Italia è un disastro in Europa e il calcio italiano
è indietro rispetto alle altre nazioni. Quando l’Atalanta stava per uscire
dalla Champions tutti parlavano di disastro, dopo l’Italia sembrava che
esistesse ancora. A livello delle singole realtà in Italia, i club funzionano e
riescono ad andare avanti, nonostante i limiti economici e il fatto che
quest’anno non faranno molto strada. Negli ultimi anni sono state disputate
delle finali e vinte delle coppe. Il problema è il sistema che c’è intorno. Il
nostro limite è che le assemblee di Lega diventano assemblee di condominio dove
al posto di trovare soluzioni comuni, facciamo casini generali e creiamo altri
problemi».
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