A cura di: Redazione
Fonte: Radio Punto Nuovo
A Radio Punto Nuovo, nel corso di “Punto Nuovo Sport”,
è intervenuto Giovanni Scotto, giornalista. «Sul tema Sarri bisogna usare il condizionale,
perché oggi la priorità del Napoli resta Antonio Conte. Però è vero che tra De
Laurentiis e Sarri c’è stato un riavvicinamento umano negli ultimi mesi,
soprattutto dopo i problemi di salute avuti dall’ex tecnico della Lazio. Da lì
i rapporti si sono riallacciati e credo che il presidente abbia percepito una disponibilità
eventuale da parte di Sarri a rimettersi in gioco. Sarri resta un profilo che De Laurentiis considera con
attenzione perché è uno di quegli allenatori che rappresentano
un valore aggiunto. Ha una qualità rara: migliora i calciatori. È una
caratteristica che hanno pochi tecnici, e Conte è sicuramente uno di questi.
Sarri, da questo punto di vista, è sempre stato molto apprezzato dal
presidente. Detto questo, la priorità oggi è capire il futuro di
Conte. E io non parlerei di rapporto incrinato con De Laurentiis.
Anzi, sul piano personale i due vanno molto d’accordo, si stimano e hanno un
rapporto diretto molto forte. Non è scontato nel calcio moderno. Quando De
Laurentiis parla di Conte cita spesso anche il rapporto tra le famiglie, le
vacanze insieme: sono aspetti che contano. Poi è chiaro che a fine stagione ci sarà un confronto.
Conte vuole garanzie tecniche e progettuali per il futuro, soprattutto sugli
obiettivi e sul mercato. De Laurentiis, invece, non è soddisfatto di tutto
quello che è successo quest’anno, dagli infortuni ad alcune dinamiche legate al
mercato estivo. Quindi servirà un chiarimento per capire se ci sono ancora le
condizioni per andare avanti insieme. Il tema Nazionale, poi, non è affatto tramontato.
Conte non ha mai chiuso davvero la porta all’ipotesi FIGC e bisognerà capire
cosa succederà nelle prossime settimane con le elezioni federali e con le
eventuali mosse di Malagò. Però credo anche che, se De Laurentiis presenterà un
progetto forte e convincente, Conte possa decidere di restare senza aspettare
oltre. Sul mercato il lavoro di Manna sarà enorme.
Ci sono tantissimi giocatori di rientro dai prestiti e molti esuberi da
gestire. Non credo però che ci siano tanti calciatori realmente pronti a essere
rivalutati in prima squadra. Alcuni sono stati bocciati già prima di Conte,
altri non sembrano funzionali al progetto attuale. Il problema vero sarà economico: giocatori
pagati tanto rischiano di generare minusvalenze e quindi il Napoli dovrà essere
bravo a trovare formule sostenibili, magari attraverso nuovi prestiti o
cessioni graduali. È una situazione complessa che richiederà tempo e
programmazione. L’unico profilo che oggi potrebbe davvero essere
rivalutato è Rafa Marin, perché il Napoli in difesa ha più incognite
che certezze. Rrahmani è una certezza, ma per il resto bisognerà fare delle
valutazioni profonde, anche sui rinnovi di giocatori esperti come Juan Jesus o
Spinazzola. Sul campo, invece, il Napoli ha ancora un obiettivo
chiarissimo: chiudere il discorso Champions. Contro il Bologna mi
aspetto una squadra più aggressiva e motivata rispetto alle ultime uscite. Il
Bologna ha poco da chiedere ormai al campionato, mentre il Napoli ha tutto
l’interesse a blindare subito il piazzamento europeo e a dare anche una
risposta sul piano caratteriale. Contro il Bologna non mi aspetto un Napoli
rinunciatario o troppo difensivo: dopo certe prestazioni recenti
serve una prova di personalità, anche per mandare un messaggio all’ambiente e
allo stesso Conte».
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