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VENERDÌ 8 MAGGIO 2026 - INTERVISTE

BELLUCCI: “IL MIO NAPOLI RESTA UN RICORDO BELLISSIMO, NONOSTANTE UN PO' DI MARETTA...”


“Il calcio italiano è cambiato troppo”


 
     
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A cura di: Redazione
Fonte: Napolicalcionews.it

A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio è intervenuto Claudio Bellucci: "Ho un bellissimo ricordo di quel Napoli. C'era un po' di maretta con la fine del ciclo Ferlaino e l'avvio di Corbelli. Ho avuto qualche infortunio di troppo, ma è stato sentore di essere diventato un giocatore importante.

Rammarico di aver giocato in quegli anni e non questi? No, perché ho vissuto gli anni migliori del calcio italiano. Ho visto il Parma in Coppa UEFA, squadre italiane in finale di Champions, erano tutte squadre incredibili. Il rammarico c'è solo sugli infortuni avuti in carriera.

L'anno in Serie B con il Bologna? Arrivavamo da una retrocessione rocambolesca, dopo Calciopoli c'erano squadre fortissime. Juventus, Napoli, Genoa. Ho vissuto la promozione in Serie A con il Napoli, non riuscivo a rientrare negli spogliatoi.

Come mai si segna poco in Serie A? Ne discutevo con altri colleghi, storicamente se non torniamo a fine anni '80, non capitava una cosa del genere. Sedici gol sono pochissimi. Immobile in 5 anni ha fatto 150 reti in Serie A. Attraversiamo questo periodo al contrario, prima non eravamo bravi a difendere, ora magari stiamo tornando a difendere bene. Il calcio italiano sta attraversando un momento particolare, abbiamo la possibilità di cambiare qualcosa. Bisogna farlo serenamente e prendere esempio da qualche altra Nazione.

L'allenatore che mi piace molto? Vincenzo Italiano mi piace molto, mi piace come vive la partita e come interpreta il calcio. Vive la gara dalla panchina, trova soluzioni. Mi piace molto. Abbiamo grandissime squadre nazionali giovanili, dall'U17 all'U20 che è stata finalista del Mondiale, poi però arriviamo in Nazionale e non riusciamo a fare bene. Dobbiamo farci qualche domanda. Sono due Mondi differenti, ma devo dire che la Primavera ha provato ad avvicinarsi alla Prima Squadra. Se il coraggio l'allenatore non ce l'ha, la Federcalcio deve fare qualcosa. O anche il Ministro dello Sport. Se un mister è obbligato a fare certe scelte, altrimenti non accetta l'incarico"