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LUNEDÌ 12 OTTOBRE 2026 - INTERVISTE

DEMME RACCONTA: "IL CENTRO SPORTIVO DEL NAPOLI ERA MINUSCOLO. SCUDETTO? NON RIUSCIVO A SENTIRLO COMPLETAMENTE MIO"


"La Coppa Italia è stata più bella emotivamente"


 
     
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A cura di: Redazione
Fonte: Napolicalcionews.it

Dalla conquista dello scudetto con il Napoli alla nuova vita lontano dal campo, Diego Demme ha ripercorso alcuni dei momenti più significativi della propria carriera ai microfoni di Behind the Athletes, podcast tedesco disponibile su YouTube. L’ex centrocampista azzurro, che ha annunciato il ritiro dal calcio giocato appena due settimane fa, ha raccontato il proprio arrivo a Napoli, l’impatto con le strutture del club e le emozioni vissute durante la vittoria del campionato nel 2023 e della Coppa Italia nel 2020, soffermandosi anche sulle difficoltà personali legate al poco spazio trovato in squadra.

Il centro sportivo del Napoli

«Rispetto a Lipsia, il centro sportivo del Napoli era minuscolo. Forse era paragonabile a quello di una squadra di terza serie in Germania. C’erano tre campi, una palestra molto piccola e uno spogliatoio altrettanto piccolo, ma era tutto davvero concentrato sul calcio.

Non c’era una struttura organizzativa così ampia e dovevi arrangiarti da solo. A Napoli arrivavi mezz’ora prima dell’allenamento, mentre in Germania eri abituato a presentarti anche un’ora e mezza prima. La differenza era evidente, ma il tema centrale restava sempre il calcio».

La chiamata del Napoli e il ruolo di Gattuso

«Ero atterrato il 3 gennaio quando mi chiamò il mio procuratore per dirmi che il Napoli era interessato a me. La mia prima reazione fu pensare che se ne sarebbe potuto parlare in estate, perché a Lipsia stavo benissimo. Lui, invece, mi disse che doveva succedere subito: Gattuso era carico e mi voleva immediatamente a Napoli.

Volevo vivere quell’esperienza, ma allo stesso tempo ho anche pianto, perché non volevo lasciare Lipsia. Il Napoli, Gattuso in panchina, che era il mio idolo d’infanzia, e poi il mio nome, che mio padre scelse in onore di Maradona: era tutto così incredibile. Una storia del genere, nella realtà, sembra quasi impossibile».

Lo scudetto e il rimpianto per il poco spazio

«Per importanza e successo, lo scudetto è stato sicuramente il momento più grande della mia carriera. Eravamo circa 25 giocatori in rosa e io facevo parte della squadra che, dopo 33 anni e dopo l’epoca di Maradona, è riuscita a riportare il titolo a Napoli.

Tuttavia, avendo giocato poco, non riuscivo a sentire quel successo completamente mio. A casa ero anche di cattivo umore perché non trovavo spazio. Forse, in alcuni momenti, mi sono rovinato un po’ quell’esperienza, perché pensavo troppo al fatto di non giocare invece di godermi semplicemente la fortuna di essere lì e di far parte di una squadra che stava scrivendo la storia.

La Coppa Italia, invece, è stata emotivamente più bella per me, perché ho giocato la finale».