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LUNEDÌ 12 OTTOBRE 2026 - INTERVISTE

DE LAURENTIIS A TUTTO CAMPO: "MAI AVUTO DUBBI SU ALLEGRI. FINALMENTE LA DIFESA A 3! SUL VILLARREAL..."


Altre dichiarazioni del patron azzurro


 
     
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A cura di: Redazione
Fonte: Napolicalcionews.it

A margine della cerimonia dei Collari d’Oro al CONI, il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis ha affrontato diversi temi legati al futuro del calcio italiano, soffermandosi sulla necessità di un cambiamento nel sistema sportivo e sulla posizione di Giovanni Malagò. Il patron azzurro ha inoltre commentato le indiscrezioni sui presunti contrasti tra i club di Serie A e presentato la sfida di Champions League contro il Villarreal, esprimendo fiducia nella squadra e nel lavoro di Massimiliano Allegri.

Il Napoli e il cambiamento del calcio

«Questo Napoli viene ricordato come quello dei tre scudetti, ma non è il Napoli di Maradona. È una squadra che ha avuto maggiore continuità rispetto a quella dell’epoca di Diego. Sono realtà diverse, ma il mondo del calcio è cambiato e non si possono fare paragoni.

Il mondo cambia continuamente. Il problema è che si allungano i tempi della vita: l’anzianità ormai galoppa e abbiamo tifosi anche centenari. Proprio l’altro giorno, durante la partita contro il Frosinone, è venuta a trovarmi una signora centenaria per regalarmi un bellissimo corno azzurro. Allo stesso tempo ci sono i giovanissimi, che spingono per il cambiamento. Purtroppo, però, il mondo dello sport è anche un mondo politico e sappiamo che la politica tende a rallentare.

Perché? Perché si cerca di mantenere le proprie posizioni e ogni cambiamento porta con sé piccoli terremoti. Nessuno vuole perdere il proprio ruolo o la possibilità di dire la propria. Nel mondo dello sport, e soprattutto nel calcio, ci sono giovani impazienti di modificare un sistema che considerano logoro, troppo lento e stanco. Dall’altra parte, però, ci sono persone di una certa età che non vogliono lasciare spazio.

Il problema, quindi, è il cambiamento. Ci sarà davvero? Auguriamoci di sì, perché altrimenti il calcio, prima o poi, rischia di andare in discesa. A meno che i ragazzini di oggi non diventino a loro volta centenari, superando magari anche i cento anni, e finiscano per tirare la corda in un sistema al quale, nel frattempo, si saranno riconvertiti».

La fiducia in Giovanni Malagò

«Credo che sia la stupidità a governare anche molti aspetti dell’Italia. Malagò non dovrebbe mai essere messo in discussione. Bisogna ricordare che noi della Serie A siamo società di capitali e ci troviamo a operare in un mondo ancora legato a vecchie logiche, nel quale ci sono personaggi eletti che sentono il bisogno di giustificare il proprio ruolo.

Molto spesso vengono espresse considerazioni legate al passato, che non guardano al futuro. Malagò, pur avendo i suoi anni, è una persona matura ed è soprattutto un imprenditore. L’ho sempre detto: il mondo si divide tra imprenditori e prenditori. I politici, molto spesso, appartengono alla seconda categoria.

E chi si è mosso in questa vicenda appartiene proprio al mondo della politica, purtroppo. Probabilmente sono persone che capiscono poco di calcio e della direzione che il nostro sport dovrebbe prendere in futuro.

La Serie A candiderà ancora Malagò? Assolutamente sì. Che domanda è? Sarebbe un passo indietro rovinoso. Ma vorrei fare io una domanda: considerando che lei lavora in un gruppo televisivo che si occupa molto di sport, chi metterebbe al suo posto?».

Le indiscrezioni sugli attriti tra i club

«Sono tutte cavolate. Lei appartiene al mondo della comunicazione, giusto? La comunicazione può essere interna oppure esterna, come nel vostro caso. Il vostro compito è far parlare, creare caos, perché il caos, con la “C”, fa notizia e attira l’attenzione. Altrimenti non si vende. Sono stato chiaro?».

La sfida contro il Villarreal e la fiducia in Allegri

«Speriamo che domani sera le cose vadano bene. Il Villarreal è stato battuto dal Real Madrid, ma proprio per questo potrebbe avere una reazione. Inoltre giocherà in casa, davanti al proprio pubblico, e questo è un fattore molto importante.

Io, però, confido molto nei nostri ragazzi e non ho mai avuto dubbi sull’allenatore. Come avete potuto vedere, sono sempre rimasto in silenzio: non ho fatto commenti e non ho espresso giudizi. Del resto, cosa si può giudicare di un allenatore che ha vinto tanto?

Finalmente si è rimesso a giocare con tre difensori. Probabilmente è l’assetto che più si adatta alle sue caratteristiche e che gli trasmette maggiore sicurezza. Per il momento abbiamo abbandonato il 4-3-3 e la scelta ha dato risultati positivi contro una squadra tutt’altro che banale. Il Frosinone è una squadra vera, con la “S” maiuscola».