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MERCOLEDÌ 11 MARZO 2026 - INTERVISTE

SPINAZZOLA: “CONTE MI HA FATTO CRESCERE ANCORA. MAI VISTI COSÌ TANTI INFORTUNI. FUTURO? NAPOLI A VITA!”


Le parole del terzino a Canale 21


 
     
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A cura di: Redazione
Fonte: Napolicalcionews.it

Leonardo Spinazzola si racconta. Il difensore del Napoli ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di Canale 21, affrontando diversi temi: dal rapporto con Antonio Conte agli obiettivi stagionali degli azzurri, passando per la lotta Champions, la Nazionale e il legame sempre più forte con la città di Napoli.

Il ruolo e la posizione in campo

«Il mio ruolo è quello di terzino. Sono tanti anni che faccio questo ruolo e mi trovo meglio perché ho più campo davanti. Posso scegliere quando partire, gestire le corse e le giocate. L’esterno alto invece deve restare più fermo. In questa fase della mia carriera credo sia meglio giocare dietro».

Obiettivi stagionali e corsa Champions

«Sognare di vincerle tutte è lecito. Il distacco dall’Inter è importante, quindi il nostro obiettivo principale resta la qualificazione in Champions League. Poi, se tra qualche partita l’Inter dovesse rallentare, ne saremmo felici. Ci aspettano partite complicate, come quella contro il Lecce che lotta per salvarsi. Anche loro avranno grandi motivazioni, ma noi dobbiamo continuare a puntare alle vittorie».

La concorrenza per l’Europa

«Roma e Juventus hanno rose molto forti. La Roma però ha anche gli impegni europei e questo può incidere. Sarà una battaglia fino all’ultima giornata. Il Como esprime forse il gioco più bello e fluido della Serie A e può mettere in difficoltà tutti».

Il problema degli infortuni

«Non avevo mai visto così tanti infortuni in carriera. Mi era capitato a Perugia di avere molti indisponibili, ma solo per poche settimane. Quest’anno invece abbiamo perso giocatori importanti per periodi lunghi. Riavere giocatori come Lukaku, De Bruyne e Anguissa significa tantissimo. Alzano il livello degli allenamenti e in partita si sente la loro presenza».

Il lavoro con Antonio Conte

«Mi ha fatto ritrovare una grande forza fisica. Gli allenamenti sono davvero intensi, non lavoravo così dai tempi di Gasperini. Ma è cresciuto anche l’aspetto mentale: mi stimola continuamente e pretende sempre il massimo».

VAR e interpretazione dei falli di mano

«È impossibile saltare con le braccia attaccate al corpo, non è naturale. Per me è assurdo punire tocchi di mano a distanza di un centimetro tra attaccante e difensore. Il regolamento andrebbe rivisto. La responsabilità principale deve restare dell’arbitro in campo. A volte sembra che sia il VAR ad arbitrare la partita».

Il sogno con la Nazionale

«Ci aspettano due appuntamenti fondamentali per tutto il movimento. Dobbiamo vincere e qualificarci ai Mondiali, non importa come: giocando bene o combattendo».

Il rapporto con Napoli

«Dal primo giorno ho trovato un rispetto incredibile. Quando sono in giro con i miei figli le persone aspettano che si allontanino prima di chiedere una foto. Non succede ovunque ed è una cosa che apprezzo moltissimo. A Napoli vado ovunque, dal centro ai quartieri. Anche sentire i clacson dalla finestra per me è vita, mi dà serenità».

Il futuro in azzurro

«Io lo spero, ma i matrimoni si fanno sempre in due. Vedremo. Già a 14 anni vivevo con tanti napoletani a Siena e parlavamo spesso in dialetto. A casa la musica è sempre accesa e i miei figli cantano continuamente».