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MARTEDÌ 7 APRILE 2026 - INTERVISTE

SCARLATO: "CONTE IN NAZIONALE? NO, IO LO TERREI A NAPOLI. LO SCUDETTO È DIFFICILE"


"Il Napoli rimane una squadra forte"


 
     
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A cura di: Redazione
Fonte: Napolicalcionews.it

Gennaro Scarlato, ex capitano del Napoli, è intervenuto ai microfoni di Radio Club 91.

Lo scudetto è difficile secondo me, anche perché l’Inter veniva da partite sbagliate e ora che ha vinto difficilmente sbaglia altre 3 partite sulle 7 restanti. Sicuramente è più dura ma penso che un obiettivo devi sempre darlo ai calciatori e quindi si proverà a vincerle tutte fino all’ultima giornata, vada come vada. Certo, se l’Inter dovesse perdere a Como si potrebbe riaprire tutto, sempre se il Napoli vince, anche perché chi insegue sta sempre in scia e aspetta l’occasione giusta. Magari già dalla prossima, dove il Napoli gioca prima, vincendo potrebbe mettere molta pressione all’Inter. Mai dare nulla per scontato. Per me la partita di ieri non è stata esaltante,  certo ho sentito anche dire che magari Conte ha sbagliato la formazione iniziale, invece secondo me ha fatto le scelte giuste.

Come fai a tenere fuori uno dei Fab Four? Ieri sera non ho visto un gran primo tempo, poi nella ripresa soprattutto l’ingresso di Alisson Santos ha dato la scossa, viceversa i cambi in corsa del Milan non hanno dato i frutti sperati nonostante parliamo di Leao e Pulisic. Il Napoli rimane una squadra forte perché in qualsiasi momento anche chi entra dalla panchina può spaccare il match. Giovane non mi è dispiaciuto, ha giocato in un ruolo non suo e non era facile. Certo poi è normale che se c’è Hojlund che ha un attacco diverso agli spazi assistiamo a una partita molto diversa.

Conte in Nazionale? Parliamo di un allenatore di grande esperienza e se ci fosse questa occasione… ben venga per lui ma un po’ meno per i tifosi del Napoli. L’importante che si risollevi un po’ tutto il movimento.

Scelta giusta? Penso di no! Io lo terrei a Napoli a lungo visto quanto ha fatto in questi due anni. Ovviamente non ti fa fare prestazioni esaltanti ma noi purtroppo in Italia guardiamo molto ai risultati e molto meno alla crescita”.