A cura di: Redazione
Fonte: Radio CRC
Oggi su CRC, radio partner della SSC Napoli, nel corso della
trasmissione “A Pranzo con Chiariello” è intervenuto l’editorialista Maurizio
Pistocchi. Queste le sue dichiarazioni: «Chi pagherà tutti gli errori di questa classe arbitrale? La
pgmol è un progetto che ha la sua validità, ma non penso sia una grande idea
far diventare gli arbitri in parte dipendenti delle società. Io sono sempre
stato favorevole al professionismo arbitrale, ma non capisco come si possa
formare una cosa simile se le leghe non sono d’accordo e la FIGC ha grossi
problemi di finanza a causa dei due mondiali persi e della mancata entrata di
denaro da parte della FIFA e delle altre organizzazione che la sponsorizzano. C’è un’altra domanda che mi pongo: se la classe arbitrale
che milita in Serie A ha dimostrato di essere così scarsa, con chi la fai la
pgmol? Mi sembra un cane che si morde la coda. Gli arbitri sono sottopagati
rispetto ai professionisti che arbitrano ogni settimana, ma il problema
principale è la qualità della classe arbitrale attuale. Non passa una settimana
dove non vediamo clamorosi errori o arbitri sospesi. La classe arbitrale si forma nelle sezioni partendo dalla
base di formare bravi arbitri, mandando avanti i più bravi e non quelli che
hanno maggiori appoggi politici o che sono più malleabili e poi scegliere i
migliori da inserire nell’elite che dirige le partite nel campionato italiano.
Per questo ci vogliono anni e non si può fare da un momento all’altro. Io sono
sempre dell’idea che abbiamo una classe arbitrale scarsa che è stata formata
negli anni in maniera politica e non meritocratica. Non possiamo pensare di
avere una classe arbitrale all’altezza di un sistema che fattura quasi 5
miliardi di euro anche se è indebitato per una cifra spaventosa. Chi è che decide se un episodio è un chiaro ed evidente
errore? Oggi esso va più a sentimento personale che per una chiara regola.
Ognuno la vede a suo modo. Quello che andava fatto è un’enciclopedia degli errori
poiché l’arbitro deve sapere dal proprio designatore quando un episodio è
punibile rispetto a quando non lo è. Quindi, manca una chiara didattica che mi
permetta di esaminare velocemente a livello mentale l’episodio e selezionarlo.
Rocchi cambia parere ogni settimana. C’è un’unica via d’uscita a mio modo di vedere: limitare
l’utilizzo del var al fuorigioco, ai falli dentro e fuori area, episodi di
violenza sfuggiti alla terna arbitrale, parate di difensori al posto del
portiere e per tutto il resto consentire alle panchine di chiamare due volte a
partita la videoassistenza arbitrale. Solo così facendo potremo limitare le
simulazioni e velocizzare le partite che sono ormai di una noia mortale. Ormai
viene fatto ricorso al fallo tattico ogni volta che parte un contropiede. Io
sono curioso di vedere il tempo effettivo di tutta la Serie A, secondo me siamo
a livelli molto bassi. Così restituisci il calcio alla sua dimensione naturale,
conservi la possibilità di avere la videoassistenza arbitrale a chiamata e hai
sempre il var operativo sugli episodi oggettivamente discutibili. Secondo così
si risolverebbe l’88-90% dei problemi del var.
Separazione delle carriere? Io sono per la partecipazione
nella sala var di un ex calciatore».
|