A cura di: Redazione
Fonte: Radio Punto Nuovo
Nel corso del suo intervento ai microfoni di Radio
Punto Nuovo, il giornalista e storico volto del calcio napoletano Salvatore
Biazzo ha analizzato le polemiche arbitrali legate al contatto tra De
Bruyne e un giocatore del Genoa, soffermandosi sul nuovo utilizzo del VAR e
sulla necessità di una comunicazione più chiara delle regole. Biazzo ha poi
commentato la vittoria del Napoli di Allegri a Marassi. «Il contatto su De Bruyne? Mi è sembrato un
eccesso di rabbia nei confronti del Napoli. Se guardiamo a quello che è
successo ai Mondiali, contatti del genere si sono visti e il VAR è intervenuto
molto meno rispetto al passato. Nella Premier League un fallo del genere non
viene fischiato: è una dinamica di gioco. Se vogliamo avvicinarci a un calcio
più europeo, dobbiamo accettare anche la possibilità che episodi del genere non
vengano sanzionati. Il problema è la comunicazione. Se all’inizio della
stagione si spiega chiaramente che le regole sono cambiate, che il VAR deve
intervenire sempre meno e che l’arbitro deve assumersi maggiormente la
responsabilità delle proprie decisioni, allora diventa più semplice comprendere
determinate scelte. Se invece questo non viene comunicato adeguatamente, è
inevitabile che nascano polemiche. Il fermo immagine? È uno degli errori che
commettiamo più spesso. Le azioni dovrebbero essere mostrate anche nella loro
dinamicità, così come le vede l’arbitro. Ogni immagine è composta da tanti
fotogrammi e prendendo un frame prima o uno dopo si può avere una valutazione
completamente diversa. Bisogna giudicare l’azione nella sua interezza e non
soltanto attraverso un’immagine congelata. De Rossi? È arrivato come un uomo pensante,
ma in panchina è diventato un uomo di parte. Mi ha sorpreso perché da lui mi
aspettavo maggiore moderazione. Prima della partita ha parlato delle nuove
regole e dell’incontro con i vertici arbitrali, dicendo che erano state condivise.
Poi ha contestato proprio quelle stesse regole. Bisogna ricordarsi anche del
proprio passato: quando si parla, serve sempre un certo equilibrio. Questi toni
non fanno altro che alimentare rabbia, frustrazione e tensione nel mondo del
calcio. Il Napoli contro il Genoa? È una partita
che va raccontata dalla fine e non dall’inizio. Negli ultimi venti-trenta
minuti abbiamo visto il Napoli che tutti immaginiamo possa competere sia in
campionato sia in Champions League. Ci sono tutti gli elementi di qualità per
poterlo fare. Il primo tempo non è stato particolarmente brillante, ma nella
parte finale è emersa una squadra di grande livello. I tre punti sono in tasca
e il Napoli avrebbe vinto comunque, anche nell’ipotesi in cui quel gol fosse
stato annullato.
Politano? È uno straordinario calciatore,
uno che mette anima, cuore e gambe in quello che fa. Però non può svolgere quel
ruolo per tutta la partita. Se deve fare il difensore, il finto terzino e poi
anche spingere, inevitabilmente cala e può arrivare in ritardo. È una
situazione sulla quale il Napoli dovrà lavorare».
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