A cura di: Redazione
Fonte: Napolicalcionews.it
A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio è
intervenuto David Giubilato: "L'immagine quando penso al Napoli? Penso
alla promozione raggiunta a Genova. E' stata la parte più bella dell'esperienza
azzurra, mentre quella più brutta è stata con l'Avellino quando abbiamo perso
la finale playoff. Si vedeva che quella società poteva fare bene. Il direttore
Marino e il presidente avevano la voglia di crescere giorno dopo giorno. Vedevo
e percepivo che potesse fare bene. Tanti gol subiti? Gli infortuni sono stati
tanti. Per quanto riguarda il reparto difensivo, parlano i numeri. Anche a noi
succedeva, quando eravamo primi o seconda miglior difesa del campionato abbiamo
sempre ottenuto il risultato più importante. Quest'anno la difesa del Napoli ha
perso Rrahmani, e quando manca questo tipo di pedina si sente tantissimo.
Beukema male? Giocare a Napoli non è semplice. Ho giocato con giocatori forti
che venivano da categorie importanti quando eravamo in Serie C, ma facevano
fatica. Napoli non è Bologna. C'è una pressione diversa, soprattutto perché
questo club ora vuole vincere. A Napoli ero in paradiso, ho vinto anche con il
Bologna il campionato per salire in Serie A, ma a Napoli siamo stati una
settimana a festeggiare. Quella festa a Genova per me vale come aver vinto uno
Scudetto. Ho goduto tantissimo essendo stato tifoso del Napoli. Ho avuto i
brividi quando facemmo il giro della città. Alisson come si ferma? Oggi c'è il
VAR, ai miei tempi in altri modi (ride ndr). Secondo me la rosa deve dimostrare
all'allenatore e alla società di poter far parte di un futuro. La mia vita da
direttore sportivo? Ci aggiorniamo costantemente, ormai è una decina di anni
che vesto questo ruolo. Guardo tantissime partite. Il calcio è una bella
malattia".
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