A cura di: Redazione
Fonte: Radio Punto Nuovo
A Radio Punto Nuovo, nel corso di “Punto Nuovo Sport”,
è intervenuto Guido Trombetti. «Quello che sta succedendo sul calendario della Serie A è
paradossale. Si sapeva da tempo della concomitanza con gli Internazionali
d’Italia e bastava un minimo di organizzazione per evitare tutto questo caos.
Francamente trovo assurdo arrivare a mercoledì senza sapere ancora quando si
giocheranno partite così importanti. È lo specchio di una disorganizzazione
generale che ormai vediamo troppo spesso. Detto questo, la vera preoccupazione oggi è il Napoli.
Contro il Bologna ho visto una squadra svuotata, superficiale, lontanissima da
quella intensità che normalmente caratterizza le squadre di Antonio Conte. Ed è
proprio questo che mi allarma di più, perché le squadre di Conte possono
sbagliare tecnicamente, ma raramente perdono attenzione, cattiveria e presenza
mentale. Ho visto un Napoli scarico, quasi fermo in alcuni momenti
della partita. Sul gol di Bernardeschi la squadra è sembrata immobile, senza
reazione. E questa è una cosa che non appartiene al DNA delle squadre di Conte.
Per questo motivo la trasferta contro il Pisa non va assolutamente
sottovalutata. Nel calcio non esistono partite già vinte e il Napoli deve
ancora conquistarsi la Champions League. Io credo che in questo momento il problema non sia tanto
l’allenatore quanto la testa dei giocatori. Quando una squadra perde fame e
concentrazione, anche il miglior tecnico del mondo può fare poco. E infatti
faccio fatica a dare responsabilità particolari a Conte, che continuo a
considerare uno dei migliori allenatori italiani in circolazione. Sul futuro, invece, vedo troppa fretta nel parlare già di
eventuali sostituti. Si fanno tanti nomi, soprattutto quello di Maurizio Sarri,
ma bisogna stare attenti alla nostalgia. Quel Napoli dei 91 punti non esiste
più, perché non esistono più quei calciatori, quelle condizioni e quel contesto
storico. Pensare di riproporre automaticamente quel calcio sarebbe un errore. Sarri resta un grandissimo allenatore, questo è fuori
discussione, ma oggi il Napoli non ha nemmeno le caratteristiche tecniche di
quella squadra lì. Se mai dovesse finire il ciclo di Conte, bisognerebbe avere
il coraggio di aprire davvero un nuovo percorso, magari puntando sui giovani e
su un progetto differente, non semplicemente cercando di ricreare il passato.
Per me Conte dovrebbe restare ancora tanti anni a Napoli.
Però è chiaro che nelle ultime settimane qualcosa si è incrinato e il Napoli
visto contro il Bologna ha lasciato segnali che non possono essere ignorati».
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