A cura di: Redazione
Fonte: Radio Punto Nuovo
A Radio Punto Nuovo, nel corso di “Punto Nuovo Sport”,
è intervenuto Eziolino Capuano, allenatore. «Sulla vicenda tra Romelu Lukaku e Antonio Conte
bisognerebbe sempre ascoltare entrambe le campane. Però una cosa è certa: Conte
lo ha sempre difeso, lo ha voluto fortissimamente e ha creduto in lui fino in
fondo. Per questo il comportamento finale di Lukaku, almeno da fuori, non è
sembrato bello. Poi sicuramente esistono dinamiche interne che noi non
conosciamo, ma certe situazioni andrebbero gestite diversamente. Alla fine, in
queste storie, non vince nessuno e perdono tutti. Dal punto di vista tecnico, invece, il Napoli nelle
ultime settimane non è più sembrato il Napoli che conoscevamo. La forza della
squadra di Conte era la riaggressione immediata, la fame, l’intensità, la
capacità di andare sempre forte sulla palla. Questo nelle ultime partite si è
visto molto meno. Contro il Bologna ho visto un Napoli acceso solo a
tratti: cinque minuti nel finale di primo tempo e una ventina nel secondo
tempo. Per il resto è sembrata una squadra spenta, meno aggressiva, meno
cattiva. E questo mi sorprende, perché le squadre di Conte normalmente non
mollano mai dal punto di vista mentale. Ci sono anche tanti giocatori in difficoltà fisica.
Giovanni Di Lorenzo rientrava dopo un lungo infortunio, Stanislav Lobotka ha
tirato la carretta per tutta la stagione, altri elementi importanti stanno
pagando la stanchezza accumulata. Quando alcuni riferimenti fondamentali calano
di condizione, inevitabilmente ne risente tutta la squadra. Per questo ora il Napoli deve concentrarsi solo su un
obiettivo: chiudere il campionato al secondo posto e conquistare la Champions
League. La partita contro il Pisa non va sottovalutata, perché nel calcio
non esistono partite semplici, ma il Napoli non può pensare di non andare lì a
vincere. Su Kevin De Bruyne dico che quest’anno non mi ha
entusiasmato quanto mi aspettassi. Dopo l’infortunio l’ho visto spegnersi
progressivamente. Poi è chiaro che oggi tanti giocatori pensano anche agli
impegni internazionali e ai Mondiali, succede ovunque, non solo a Napoli. Però
io voglio pensare che le sue scelte siano state fatte esclusivamente per motivi
fisici. Tra le note più positive della stagione, invece, c’è
sicuramente Alisson Santos. Per me è stato il miglior acquisto del Napoli. È un
giocatore fortissimo nell’uno contro uno, ha accelerazione, qualità e margini
di crescita enormi. Deve ancora migliorare nell’ultima scelta e nella lettura
degli inserimenti dei compagni, ma se cresce anche sotto quell’aspetto può
diventare un calciatore di altissimo livello. Molti guardano solo ai gol degli attaccanti, ma un
allenatore valuta anche altro. Ci sono giocatori che fanno salire la squadra,
attaccano la profondità, aiutano il collettivo e lavorano tantissimo anche
senza segnare. Per questo certi giudizi andrebbero sempre contestualizzati. Sul futuro di Conte, fino a qualche settimana fa ero
convinto che il matrimonio dovesse continuare senza dubbi, perché il Napoli ha
avuto tantissimi infortuni e ha comunque disputato una stagione importante.
Però nell’ultimo mese qualcosa si è rotto. Questo Napoli non sembra più una
squadra di Conte per atteggiamento e intensità. E allora qualche dubbio sul
futuro oggi viene anche a me.
Se invece si dovesse arrivare a un ritorno di Maurizio
Sarri, parliamo comunque di un grandissimo allenatore. Ha un calcio diverso
rispetto a Conte, più basato sul possesso e sulla costruzione, ma le sue
squadre hanno sempre identità. A Napoli ha fatto benissimo e sarebbe comunque
una soluzione di altissimo livello».
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