A cura di: Redazione
Fonte: Napolicalcionews.it
Juan Jesus, difensore del Napoli, ha parlato in mixed
zone al termine di Napoli-Chelsea, gara che ha sancito
l’eliminazione degli azzurri dalla Champions League. “Abbiamo capito di avere qualità – ha spiegato – soprattutto
nel primo tempo, contro una squadra che ha investito tantissimo sul mercato e
che ha giocatori con una grande carriera davanti. Nonostante l’emergenza,
abbiamo disputato una buona partita. Vergara può darci una mano, come tutti gli
altri. Sono gare che ti fanno crescere, confrontarsi con i migliori serve”. Sul secondo tempo e sulla gestione del vantaggio, Juan Jesus
è lucido: “Non abbiamo capito che stavamo vincendo. Dovevamo essere più bravi a gestire
il tempo, è esperienza che tornerà utile. Il Chelsea non ha dominato, ha
sfruttato i nostri errori. Dobbiamo imparare a leggere meglio i momenti della
partita”. Inevitabile un passaggio sul rigore concesso agli inglesi: “Non voglio fare polemiche, ma secondo me il VAR poteva intervenire. Ho il
braccio chiuso, non so cosa dovrei fare. Oggi non si capisce più nulla: una
volta il braccio è largo, una volta no, una volta è fallo, una volta no. Ho
vissuto il calcio prima del VAR ed era più semplice: oggi, nonostante la
tecnologia, restano tanti dubbi”. Sui rimpianti europei: “Penso alle partite contro Eintracht e Copenhagen: lì abbiamo perso quattro
punti che ci avrebbero permesso di qualificarci tranquillamente”. Poi un elogio ai tifosi e ad Antonio Vergara: “Il pubblico ci è sempre stato vicino, io sono qui da cinque anni e posso
dirlo. In questo momento di emergenza il loro supporto è fondamentale. Vergara
è un ragazzo umile, lavora, ascolta e ha una carriera importante davanti. La
sua storia dimostra quanto il lavoro paghi”.
Infine uno sguardo al campionato e una frase destinata a far
discutere: “Pensare solo al quarto posto è riduttivo per la qualità di questo gruppo.
Dobbiamo fare più punti possibili e poi vedere dove siamo a fine marzo. Non
voglio aprire polemiche, ma da quando abbiamo dato fastidio a Milano qualcosa è
cambiato. In ogni caso, difenderemo fino alla fine lo Scudetto cucito sulle
nostre maglie”.
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