A cura di: Redazione
Fonte: Napolicalcionews.it
A Radio Punto Nuovo, nel corso di “Punto Nuovo Sport”,
è intervenuto Gianni Improta, allenatore. «Il Napoli campione d’Italia resta una squadra che deve
avere una mentalità precisa. Non si può pensare di andare a Como e
accontentarsi di un pareggio o di “aver fatto il compitino”. Parliamo pur
sempre della squadra che ha lo scudetto sul petto fino a fine stagione, e questo
peso va onorato sempre. Poi è chiaro, il Como 1907 è una realtà importante,
organizzata, che gioca bene e può mettere in difficoltà chiunque, ma il Napoli
deve mantenere un’altra dimensione. Le ultime gare hanno mostrato un Napoli meno brillante, è
vero, ma nel calcio questi momenti esistono. Non sempre si può giocare bene e
vincere. Ci sono fasi della stagione in cui la condizione fisica e mentale
cala, e bisogna saperle accettare senza drammi. Anche il punto di Como, alla
vigilia, lo avremmo firmato tutti se messo nel contesto giusto, soprattutto
guardando i risultati delle altre. Detto questo, non voglio che passi il messaggio di una
squadra che si accontenta: quello non deve mai succedere. È qui che deve
crescere il Napoli, nella mentalità. Anche quando non si gioca bene, bisogna
trovare il modo di portare a casa il risultato pieno. Questo è il salto
definitivo da fare. La gara con il Como? Antonio Conte è stato
bravo a leggere la partita. Ha sacrificato qualcosa a centrocampo, ha limitato
le idee di Cesc Fabregas e del suo Como, che di solito impone il proprio ritmo.
Non era semplice. Il Napoli non ha brillato, ma ha saputo comunque togliere
certezze agli avversari. Poi è mancata lucidità negli ultimi minuti per
portarla a casa, ma il pareggio resta un risultato da leggere anche in base a
come si è sviluppata la partita. Sul campionato in generale, lo scudetto dell’Inter è
meritato. Il Napoli ha avuto due momenti chiave negativi: gli infortuni e
alcune gare, come quella di Parma, in cui si è perso un passaggio importante.
Ma resta una stagione positiva, con anche un trofeo in bacheca e un percorso
che, al netto delle difficoltà, va comunque riconosciuto.
La cosa più importante adesso è non perdere identità. Il
Napoli deve restare competitivo sempre, anche quando non è al massimo».
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