A cura di: Redazione
Fonte: Radio Punto Nuovo
A Radio Punto Nuovo, nel corso di “Punto Nuovo Sport”,
è intervenuto Antonio Corbo, giornalista. «Il Napoli visto a Como? Un Napoli senza
identità. Per settanta minuti ha subito il gioco del Como 1907, senza riuscire
a proporre nulla di concreto. Non ha segnato, non ha vinto e soprattutto non ha
dato segnali. Poi nella ripresa ha contenuto meglio, ma non basta. Io invidio Antonio
Conte per il suo ottimismo, perché si accontenta. Io no. Secondo posto? A dodici punti dall’Inter,
con gli investimenti fatti, non può essere considerato un grande risultato.
Parliamo di oltre 300 milioni spesi in due anni, fuori dalla Champions, fuori
dalla Coppa Italia: mi sembra poco. Poi certo, la qualificazione Champions
arriva, ma bisogna anche guardare il contesto. Finale di stagione? Mi aspetto un Napoli
che deve capire cosa vuole diventare. Non può sembrare una squadra che aspetta
solo la fine del campionato. Ci sono valutazioni da fare su tanti giocatori, a
partire da Kevin De Bruyne: se è quello visto a Como, allora è un problema. Se
è quello di altre partite, è un valore assoluto da preservare e gestire meglio,
anche dal punto di vista fisico. Mercato? Io sono molto chiaro: il mercato
deve tornare in mano a chi lo sa fare, quindi al direttore sportivo.
L’allenatore deve indicare i ruoli, non i nomi. Poi la società costruisce.
Questo è il calcio moderno. Se Conte resta, bene, si lavora con lui. Se va via,
e può succedere, allora bisogna programmare seriamente. In caso di addio? Io ripartirei da un’idea
chiara: difesa a quattro e 4-3-3. È il DNA del Napoli, anche per
caratteristiche dei giocatori. E poi serve un progetto, non scelte dettate dal
momento o da simpatie personali. De Laurentiis? Ha fatto bene a chiedere
chiarezza subito. Non si può arrivare a giugno senza sapere chi sarà
l’allenatore. Aurelio De Laurentiis deve programmare, e per farlo ha bisogno di
risposte. Conte-De Bruyne? Una convivenza complicata,
anche per gli infortuni. Ma i problemi fisici hanno inciso tanto in questa
stagione, e qualche riflessione sullo staff medico andrà fatta.
Il punto vero è uno: il Napoli deve ritrovare una
direzione. Perché oggi sembra una squadra sospesa, senza una linea chiara. E
questo, per una società di questo livello, non è accettabile».
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