A cura di: Redazione
Fonte: Napolicalcionews.it
Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, ha analizzato la vittoria dello scudetto da parte dell'Inter nel suo editoriale: "Lo
scudetto, questo scudetto, l'ha vinto con merito, l'Inter. È stata più forte
degli altri in tutto: dietro, in mezzo, in particolare davanti. Un solo
avversario avrebbe potuto crearle qualche disturbo, il Napoli di Conte, ma per
mesi ha giocato in sottrazione: infortuni troppi e lunghi, polemiche ei soliti,
pallosi dubbi sulla capacità di Antonio di gestire il doppio Scrivo mentre un
pm prova a chiudere un'inchiesta portata avanti in modo discutibile, alla quale
tuttavia attribuisce un grosso merito: ha infatti evidenziato una volta per
tutti i mali del sistema arbitrale, una combinazione di ambizioni frustrate, gelosie,
vergogne, pretese economiche, invidie, denunce, vigliaccate Un'inchiesta che
non mette in discussione la legittimità del successo interista, ma che ha
minato pesantemente la credibilità di un settore necessario all'intero
movimento, demolendo. peraltro una sola figura professionale, il bersaglio più
facile, il designatore Rocchi. Presto sorprese. Lo scudetto è tanto di Chivu,
scelto dall'Inter dopo il disastro di Monaco e tra mille perplessità. Cristian
ha confermato di saperci fare: ha assorbito le tensioni del gruppo
trasformandole in un dettato positivo e ottimistico. Ha inoltre aggiunto linee
nuove a un tessuto solido. Ed è lo scudetto di Dimarco, per mesi l'esterno
“ingoccabile”, fondamentale fornitore di palloni per gli attaccanti, autore di
reti e assist, ogni tre angoli un gol. È lo scudetto di Lautaro, il miglior
attaccante del campionato, e di Pio, di Thuram e anche di Bonny. Un quartetto
che nessun'altra squadra di serie A possiede. È lo scudetto di chi ha creduto
di poter fare senza un esterno in grado di saltare l'uomo, lacuna
tecnico-tattica che nei primi mesi suggerì non poche sottolineature critiche. È
lo scudetto di Barella, Zielinski e Calhanoglu che in fondo si sono alternati
coprendosi vicendevolmente. È lo scudetto di Bastoni che non s'è fatto mancare
nulla al punto che oggi viene considerato il primo dei peccatori. Da Inter-Juve
e da quell'assurda simulazione in poi non è più stato lui. È lo scudetto di
Luis Henrique, Sucic, Frattesi e Diouf, seconde linee in tutto e per tutto. È
lo scudetto di Sommer che avrà anche le braccia troppo corte per coprire tutta
la porta ma che ha fatto più del suo".
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