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LUNEDÌ 4 MAGGIO 2026 - STAMPA

ZAZZARONI: "SCUDETTO INTER MERITATO, SOLO IL NAPOLI AVREBBE POTOTUTO CREARLE QUALCHE DISTURBO"


L'editoriale del direttore del Corriere dello Sport


 
     
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A cura di: Redazione
Fonte: Napolicalcionews.it

Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, ha analizzato la vittoria dello scudetto da parte dell'Inter nel suo editoriale:

"Lo scudetto, questo scudetto, l'ha vinto con merito, l'Inter. È stata più forte degli altri in tutto: dietro, in mezzo, in particolare davanti. Un solo avversario avrebbe potuto crearle qualche disturbo, il Napoli di Conte, ma per mesi ha giocato in sottrazione: infortuni troppi e lunghi, polemiche ei soliti, pallosi dubbi sulla capacità di Antonio di gestire il doppio Scrivo mentre un pm prova a chiudere un'inchiesta portata avanti in modo discutibile, alla quale tuttavia attribuisce un grosso merito: ha infatti evidenziato una volta per tutti i mali del sistema arbitrale, una combinazione di ambizioni frustrate, gelosie, vergogne, pretese economiche, invidie, denunce, vigliaccate Un'inchiesta che non mette in discussione la legittimità del successo interista, ma che ha minato pesantemente la credibilità di un settore necessario all'intero movimento, demolendo. peraltro una sola figura professionale, il bersaglio più facile, il designatore Rocchi. Presto sorprese.

Lo scudetto è tanto di Chivu, scelto dall'Inter dopo il disastro di Monaco e tra mille perplessità. Cristian ha confermato di saperci fare: ha assorbito le tensioni del gruppo trasformandole in un dettato positivo e ottimistico. Ha inoltre aggiunto linee nuove a un tessuto solido. Ed è lo scudetto di Dimarco, per mesi l'esterno “ingoccabile”, fondamentale fornitore di palloni per gli attaccanti, autore di reti e assist, ogni tre angoli un gol. È lo scudetto di Lautaro, il miglior attaccante del campionato, e di Pio, di Thuram e anche di Bonny. Un quartetto che nessun'altra squadra di serie A possiede. È lo scudetto di chi ha creduto di poter fare senza un esterno in grado di saltare l'uomo, lacuna tecnico-tattica che nei primi mesi suggerì non poche sottolineature critiche. È lo scudetto di Barella, Zielinski e Calhanoglu che in fondo si sono alternati coprendosi vicendevolmente. È lo scudetto di Bastoni che non s'è fatto mancare nulla al punto che oggi viene considerato il primo dei peccatori. Da Inter-Juve e da quell'assurda simulazione in poi non è più stato lui. È lo scudetto di Luis Henrique, Sucic, Frattesi e Diouf, seconde linee in tutto e per tutto. È lo scudetto di Sommer che avrà anche le braccia troppo corte per coprire tutta la porta ma che ha fatto più del suo".