A cura di: Redazione
Fonte: Napolicalcionews.it
Nel corso del suo intervento ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli, Gianluca Grava, responsabile del settore giovanile del Napoli, ha analizzato il percorso di crescita dei giovani azzurri e il lavoro necessario per arrivare fino alla prima squadra. Favasuli? «Il suo atteggiamento, la sua cattiveria agonistica, la sua rabbia, la sua fame e la sua voglia di mettersi a disposizione devono trascinare i giovani. Quando hai cinque minuti, dieci minuti o un quarto d'ora devi andare a duemila. Devi sfruttare ogni occasione che ti viene concessa». Non basta la qualità? «Non basta la qualità. Un giovane deve avere la voglia di migliorarsi ogni giorno, la disponibilità al sacrificio e soprattutto la capacità di reagire agli errori e alle difficoltà. Anche quando trovi meno spazio devi continuare a lavorare e a farti trovare pronto. In questo percorso sono importanti anche gli allenatori e le famiglie, che devono accompagnare i ragazzi e aiutarli nei momenti più complicati». Vergara? «Ha fatto sacrifici e si è fatto trovare pronto quando gli è stata data la possibilità. Quando hai l'opportunità devi dimostrare quello che sai fare. Alla fine è sempre il campo il giudice principale e Vergara ha saputo sfruttare il momento». Milton Pereira ed Esposito? «Milton Pereira è un giocatore che mi piace molto per l'atteggiamento che mette negli allenamenti e per la voglia di migliorarsi. È un giocatore che un domani farà parlare di sé. Per quanto riguarda Mattia Esposito, il passaggio dal Sorrento al Bari rappresenta un'esperienza importante. Giocare in una piazza come Bari può aiutarlo nel suo percorso di crescita e permettergli di acquisire esperienza e responsabilità». La strategia dei prestiti? «Non tutti magari sono pronti subito per fare il salto, altri devono fare un percorso diverso. Per questo il prestito può essere importante: permette a un ragazzo di giocare, accumulare minuti, confrontarsi con il calcio dei grandi e assumersi delle responsabilità. L'esperienza lontano da Napoli può essere una tappa fondamentale del percorso e, successivamente, può esserci la possibilità di tornare in azzurro con una maturità diversa». Il settore giovanile del Napoli? «Per me c'è, c'è sempre stato. Il Napoli mette a disposizione dei ragazzi tutto quello che serve per poter crescere. Bisogna lavorare quotidianamente e costruire i giocatori, senza guardare soltanto al risultato. Anche la Primavera affidata a Nocerino ha un obiettivo importante. L'inizio è stato complicato, ma bisogna continuare a lavorare per provare a tornare in Primavera 1. L'obiettivo deve andare di pari passo con la costruzione dei giocatori».
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