A cura di: Redazione
Fonte: Napolicalcionews.it
Nel corso del suo intervento a Radio Punto Nuovo,
il tecnico Roberto Breda ha analizzato l’impatto avuto
da Costantino Favasuli nelle prime apparizioni con il Napoli,
soffermandosi sulle caratteristiche del giovane esterno, sul suo percorso di
crescita e sulle diverse posizioni in cui può essere impiegato. Breda ha
inoltre raccontato gli anni vissuti insieme al calciatore, evidenziandone
determinazione, duttilità e capacità di incidere sulle partite. «Favasuli? Chi conosce Costantino sa che
non è uno che si accontenta. È un ragazzo d’oro, ha sempre il sorriso addosso,
ma allo stesso tempo possiede una grande determinazione e una voglia continua
di raggiungere i suoi obiettivi. Da quando era con noi ha fatto tanta strada. A
Fermo era al primo anno con i grandi, dopo l’esperienza alla Fiorentina, ma già
in quegli anni si vedeva quanto fosse determinato. Aveva anche una grande
capacità di inventare e di spaccare le partite. Riesce a mettersi in verticalità,
sa fare bene entrambe le fasi e soprattutto ha la capacità di alzare i ritmi di
tutti i giocatori che ha intorno. Quando è arrivato a Napoli sicuramente non
vedeva l’ora che arrivasse questo momento e, come fa sempre, si è fatto trovare
pronto. Ha fatto veramente bene nelle partite in cui è stato chiamato in causa. Caratteristiche? Favasuli ha delle qualità
diverse rispetto ad altri giocatori della rosa del Napoli. È molto bravo
nell’uno contro uno e nella conduzione della palla. Può giocare sia in una
difesa a quattro sia eventualmente come quinto in un centrocampo a cinque. Lui
ha giocato quasi sempre come quinto in un centrocampo a cinque, ma secondo me
Allegri fa molto bene, soprattutto in questa fase, a schierarlo un po’ più
avanti. In questo modo gli toglie qualche responsabilità difensiva e gli
permette di essere più libero di spingere. È uno di quei giocatori che possono
utilizzare le proprie caratteristiche in diverse zone del campo. Quando lo
affronti in fase difensiva fai fatica a marcarlo, ma allo stesso tempo, quando
riceve palla o quando riparte la sua squadra, ha una grande capacità di
riproporsi e di arrivare fino in fondo. Sono contento che sia stato scoperto
anche dai tifosi del Napoli, perché è un ragazzo che merita tanto. Non si accontenta
mai e sono convinto che continuerà ad alzare il proprio livello e cercherà di
essere sempre più competitivo. È fatto così.
Il suo ruolo? È uno di quei giocatori che,
facendo entrambe le fasi, puoi mettere dove hai bisogno in base all’avversario e
al momento della partita. È vero che ha giocato anche da mezzala, ma secondo me
se rimane vicino alla fascia viene valorizzato maggiormente. Ha più libertà di
corsa e soprattutto può sfruttare gli uno contro uno, che rischiano di essere
penalizzati se viene spostato troppo nella zona centrale del campo. In mezzo al
campo può sicuramente giocare, ma bisogna capire come evolverà il suo percorso.
Sono d’accordo con Allegri quando parla della possibilità di utilizzarlo più
indietro, perché proprio per le sue caratteristiche può dare superiorità e
garantire grande intensità. È un giocatore instancabile, può giocare sia a
destra sia a sinistra e ha una grande capacità di percorrere tutta la fascia.
Da esterno alto può essere molto utile in partite aperte, dove ci sono spazi e
possibilità di attaccare la profondità. Se invece trovi una squadra molto
bloccata, rischi di penalizzare alcune delle sue qualità. Da terzino, invece,
anche contro una squadra chiusa può avere la possibilità di creare superiorità
sulla fascia e arrivare sul fondo. Può diventare quindi un’alternativa
importante anche per sbloccare partite nelle quali gli spazi sono molto
ridotti. Per questo credo che Allegri abbia diverse possibilità per
valorizzarlo. Favasuli ha caratteristiche che gli permettono di adattarsi, ma
la cosa più importante è continuare a farlo crescere senza limitarne la libertà
e la capacità di incidere».
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