A cura di: Redazione
Fonte: Napolicalcionews.it
Giovane, attaccante azzurro, intervenuto ai microfoni di
Radio Kiss Kiss Napoli, ha parlato della vittoria contro il Bodø/Glimt,
dell’esordio in Champions League al Maradona e della sfida contro la Roma. Quanto ha influito il successo contro il Bodø/Glimt sul
morale della squadra? «La vittoria di martedì ci ha dato maggiore fiducia. Siamo
contenti del risultato, ma quella partita ormai appartiene al passato. Adesso
pensiamo soltanto a sabato, perché ci aspetta un appuntamento molto
importante». Che cosa ha significato per te giocare la prima partita
di Champions League al Maradona? «È stato come realizzare un sogno. Da bambino guardavo tanti
grandi campioni giocare in Champions League, da Cristiano Ronaldo a Messi,
passando per Neymar e Ronaldo il Fenomeno. Per questo sono davvero felicissimo». Contro il Bodø/Glimt hai contribuito all’azione del
quarto gol. Quanto desideri realizzare la tua prima rete con la maglia azzurra? «La cosa più importante è conquistare i tre punti e dare una
mano alla squadra. Naturalmente voglio segnare e servire assist, ma è stato
bellissimo vincere in quel modo contro un avversario che ha già dimostrato di
avere tanta qualità tecnica. Credo che il mio primo gol con il Napoli possa
arrivare presto». Come descriveresti il rapporto con Massimiliano Allegri? «L’allenatore parla con tutti noi. Essendo giovane, so di
doverlo ascoltare con particolare attenzione, perché ha una grande esperienza.
Mi trovo bene con lui: vuole aiutarci non soltanto come calciatori, ma anche
nella nostra crescita personale. È un aspetto davvero importante». La concorrenza in attacco rappresenta uno stimolo oppure
una difficoltà? «Prima di arrivare in Italia sapevo che avrei trovato tanti
giocatori forti. Non considero la concorrenza un problema, anzi, la vedo come
un’opportunità per crescere. Mi spinge a migliorare, a dare una mano ai
compagni e a lavorare anche su me stesso». Qual è stato l’aspetto più complicato nell’adattamento al
calcio italiano? «Soprattutto il ritmo e l’intensità. In Brasile il calcio è
diverso: anche lì si gioca con intensità, ma le caratteristiche sono altre. Ho
dovuto abituarmi principalmente a questi aspetti e alla componente fisica del
gioco». In quale posizione preferisci giocare? «Mi piace partire da destra, ma per me la priorità è
scendere in campo. Se l’allenatore mi chiede di giocare a sinistra oppure da
seconda punta, sono pronto a farlo. Quello che conta è aiutare i miei
compagni». La prossima sfida sarà contro la Roma. Che gara ti
aspetti? «Affronteremo una squadra molto forte, dotata di grande
qualità tecnica. Anche noi, però, abbiamo una squadra competitiva e giocatori
di valore. Vogliamo disputare una bella partita, offrire una buona prestazione
ai nostri tifosi e, naturalmente, portare a casa la vittoria». Il successo europeo può rappresentare una svolta anche
dal punto di vista mentale? «Nel calcio entra in gioco anche la fortuna. Quando i
risultati non arrivano, ti domandi perché il pallone non finisca in rete o
perché tu abbia sbagliato un controllo. Sono situazioni normali, perché il
calcio è fatto anche di questi momenti. Una vittoria come quella di martedì può
cambiare le cose: se riusciremo a vincere sabato, potrebbe essere un altro
punto di svolta. Sappiamo di far parte di una squadra forte e di avere tanta
qualità tecnica». Come trascorri il tempo lontano dal campo? «Faccio spesso videochiamate con lei e con i miei amici. Mi
piace molto giocare alla PlayStation e, ogni tanto, uscire per bere un
cappuccino vicino a casa. Non sono uno che ama uscire spesso: preferisco
restare a casa e godermi un po’ di tranquillità». Quali traguardi vuoi raggiungere con la maglia del
Napoli? «Il mio obiettivo è segnare, fare assist e aiutare la
squadra. So che ci vuole tempo per raggiungere ogni traguardo, quindi sono
tranquillo. Sono convinto che presto arriverà anche il mio primo gol con questa
maglia». Vuoi lasciare un messaggio ai tifosi azzurri?
«Forza Napoli sempre».
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