A cura di: Redazione
Fonte: Napolicalcionews.it
A Stile TV nel corso della trasmissione “Salite sulla
giostra” è intervenuto Marco Fassone, dirigente sportivo: “Quando sono arrivato a Napoli eravamo lontani, il Napoli
aveva fatto un anno di serie A. E si iniziavano a vedere dei segnali che con la
gestione di De Laurentiis il Napoli potesse diventare il quarto
incomodo. Oggi non è il quarto incomodo, è sullo stesso livello, anzi nelle
prime file dei club italiani. Credo che Allegri abbia condiviso con la proprietà gli
obiettivi, la sua volontà è allineata con quella De Laurentiis per cui credo
che abbia sposato la visione del club volendo essere coprotagonista di una
visione di questo tipo. 47 calciatori sono tanti, non sapevo che il Napoli ne avesse
così tanti. Nel lavoro manageriale standard che viene fatto, si procede a
venderli quando la scadenza contrattuale è almeno a 2 anni. Oggi è difficile
fare un lavoro in uscita per giocatori in contratto a scadenza 2027, si
dovrebbe lavorare su calciatori in scadenza 2028 in poi. Il Napoli non può
tenere così tanti giocatori in esubero e quindi è un lavoraccio. Ma si è
arrivati un pò tardi perchè almeno una decida di quei nomi dovevano essere
dismessi prima, non sarà un’estate facile per Manna. Tutto il lavoro a
prescindere dall’allenatore, dico che almeno una decina di calciatori il club
li aveva in uscita. Anche perchè la gestione di 40 giocatori per un allenatore
è complicatissima. De Bruyne e Lukaku quando li prendi sai che hanno una
remunerazione così alta e un’età così avanzata che è quasi impossibile fare
mercato. Di solito fai un contratto e poi li lasci andare e presumo che quando
sono stati presi l’obiettivo fosse quello di tenerli fino a giugno 2027,
sfruttarli al meglio e poi lasciare andare, normalmente li si porta a
scadenza. La successione Conte-Allegri l’ha avuta già la Juventus.
Credo che Allegri abbia accettato senza troppe discussioni perchè andare oggi a
Napoli in un contesto del genere, è un privilegio per un allenatore. Solo l’Inter
è una corazzata che ha una struttura organizzativa e gestionale, poi c’è il
Como che è un fantastico gioiellino, ma le nostre grandi storiche sono un
gradino indietro rispetto al Napoli. Che quindi Allegri e il Napoli abbiano
fatto programmi ambiziosi credo sia veritiero. Apprezzo che Malagò abbia deciso di dare alla gestione
italiana una gestione indipendente e di creare un club fatto di tecnici. La
scelta di Maldini la trovo corretta, il tema per la rinascita non attiene solo
al club Italia ma una serie di riforme che coinvolgono la federazione, la
politica e un pò anche la Lega che deve metterci del suo. Paolo, Leonardo e il
suo team faranno una parte, ma manca tutta l’altra organizzativa, legale e di
norme che guarderemo con grande attenzione.
L’allenatore della Nazionale non deve essere necessariamente
un grandissimo allenatore di club e molti nomi sono stati allenatori fantastici
di club. Credo che il ct debba essere un soggetto quanto più possibile in
armonia con Maldini e Leonardo. Altri allenatori sono scappati via perchè non
si trovavano a proprio agio e serve scegliere una persona che abbia voglia di
fare un percorso ad ampio raggio. Non è una strada facile, ma lastricata di
difficoltà. Entusiasmante, ma che non pensi di avere una bacchetta magica”.
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