A cura di: Redazione
Fonte: Napolicalcionews.it
Eljif Elmas, oggi all’Atalanta, è tornato a parlare della sua esperienza al Napoli in un’intervista a Diretta.it, soffermandosi sulla straordinaria stagione dello Scudetto 2022/23 e sul contributo di Luciano Spalletti. L’ex azzurro ha ricordato le parole pronunciate dal tecnico già durante il ritiro: «La cosa che mi ha colpito di più fin dall'inizio è stato quando siamo arrivati al ritiro precampionato. Lui è venuto da noi e ha detto: ‘Sentite, l'anno scorso siamo arrivati terzi, ma quest'anno non voglio arrivare secondo, terzo o quarto. Quest'anno voglio essere campione. Saremo campioni’. A volte, nemmeno noi credevamo di poter diventare campioni perché vincere il campionato col Napoli dopo 33 anni è incredibilmente difficile, ma quello è stato il momento in cui abbiamo iniziato tutti a crederci. Le sue parole ci hanno dato quell'energia extra per alzare davvero il livello del nostro lavoro. Spalletti? A volte era persino, oserei dire, fastidioso su questo aspetto durante le sessioni di allenamento, ma te ne rendi conto solo dopo, quando non c'è più, quanto ti aiuti effettivamente a raggiungere un certo livello». Il macedone ha quindi raccontato l’atmosfera vissuta a Napoli durante la cavalcata verso il titolo: «Ad aprile, hanno messo una mia statua dove vivevo, una di quelle di plastica, sapete, in un grande parco vicino a casa mia. Loro si stavano preparando per la consegna del trofeo. Tutto a Napoli era davvero speciale. Ogni settimana le persone venivano a casa mia portando dolci e ogni tipo di cibo. Ovunque andassi al ristorante, era già tutto pagato. Non potevi uscire facilmente per una passeggiata, quell'anno è stato semplicemente surreale». Ora Elmas riparte dall’Atalanta, anche grazie alla fiducia ricevuta da Cristiano Giuntoli e Maurizio Sarri: «A dire il vero, la fiducia mostrata dal direttore sportivo e il fatto che l'allenatore mi volesse fortemente mi hanno dato una grande spinta. Credo di poter diventare il giocatore che sono destinato a essere qui. Credo di poter dare il massimo e tirare fuori il meglio di me. Sento che questo sia il club giusto per me in questo momento». Decisivo anche il rapporto con Giuntoli, già conosciuto ai tempi del Napoli: «Conosco il direttore sportivo dai tempi del Napoli e porta un'energia speciale. Giocano lo stesso stile di calcio che ho praticato per quasi sette anni al Napoli, motivo per cui ho scelto l'Atalanta senza esitazione».
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