A cura di: Redazione
Fonte: Napolicalcionews.it
Nel corso del suo intervento a Radio Punto Nuovo,
l’ex portiere del Napoli Raffaele Di Fusco ha analizzato il momento
della squadra di Massimiliano Allegri alla vigilia della ripresa del
campionato. «Meret? Il Napoli non cambia a seconda del
portiere che gioca. Abbiamo due ottimi portieri e io ho sempre preferito Meret
perché prediligo la tecnica e una migliore visione di gioco. Milinković-Savić
ha un’arma diversa rispetto a Meret, perché con i piedi riesce a lanciare
meglio le punte e a gestire bene la ripartenza, ma io sono sempre del parere
che il portiere debba prima di tutto fare il portiere. Per questo preferisco
Meret. Non cambia nulla per quanto riguarda la struttura della squadra: si può
giocare con l’uno o con l’altro. Meret è stato il portiere dei due scudetti e
in questi anni ha dovuto sempre conquistarsi il posto, ma alla fine lo ha fatto
attraverso le prestazioni. Ogni stagione è stato messo in discussione, ma alla
fine si è sempre ripreso la porta. Rinnovo? Credo che il Napoli stia lavorando
in questo senso e lo spero, perché se devi sostituire Meret con un portiere che
rappresenti un vero salto di qualità, oggi in Italia non ne vedo molti.
Dovresti andare su un giocatore come Donnarumma per fare un cambio di portiere
davvero significativo. Non vedo, al momento, in Serie A, un portiere che possa
garantire un upgrade rispetto a Meret. Mi aspettavo che Meret potesse diventare
un portiere ancora più grande, ma per una serie di motivi, anche legati alla
fortuna e agli infortuni, il suo percorso non è stato sempre lineare. Però
rimane un ottimo portiere. Contestarlo, sinceramente, mi sembra eccessivo. Ha
sempre dovuto combattere per il posto e alla fine lo ha riconquistato sul
campo. Io proverei a tenermelo stretto. Vergara? È stato un esordio molto positivo.
Non bisogna però commettere l’errore, a Napoli, di caricarlo di un peso enorme
e di responsabilità totale. Lo stesso discorso vale per Favasuli: non sono loro
due che devono sistemare il Napoli. Sono ragazzi giovani che vanno apprezzati,
incoraggiati e gestiti nel modo giusto. Vergara ha fatto un gran bell’esordio
con la Nazionale e ha tutte le carte in regola per continuare a crescere. Mi
auguro di rivederlo titolare anche con la Turchia, perché è un ragazzo che, al
di là della bravura tecnica, non molla mai. È capace di affrontare situazioni
nuove con grande disinvoltura nonostante la giovane età e questa è una qualità
importante. A noi fa piacere vedere un napoletano indossare la maglia azzurra
della Nazionale dopo aver indossato l’altra maglia azzurra, quella del Napoli.
Ben venga anche una partita da titolare, perché è un ragazzo che ha dimostrato
di poter stare in questi contesti. Højlund e De Bruyne? Al momento credo siano
i due giocatori più in forma del Napoli, lo abbiamo visto anche durante la
sosta con le rispettive Nazionali. Bisogna cercare Højlund un po’ di più e
soprattutto servirlo meglio. Chi meglio di De Bruyne può farlo? Credo che sia l’unico
giocatore della rosa in grado di verticalizzare in maniera pulita e soprattutto
inattesa. Sfruttare questi due giocatori in un momento di forma del genere sarà
fondamentale. Spetterà ad Allegri trovare il modo di utilizzarli al massimo. Il
Napoli ha bisogno di riprendere a marciare, ma soprattutto deve farlo con
maggiore qualità. La ripresa? Quest’anno la politica
societaria e di mercato del Napoli è stata rischiosa. La qualificazione in
Champions non è affatto semplice. Allegri si è ritrovato di fronte a una
situazione non facile, perché quando si dice che bisogna rivalutare alcuni
giocatori bisogna poi fare i conti con la realtà. Non è semplice rivalutare un
Lang o un Lucca, soprattutto perché parliamo di un reparto specifico. Inoltre
non è facile affrontare determinate partite senza McTominay e senza Anguissa e
con una difesa che finora ha avuto diverse difficoltà. Questa rosa è forte, è
una bella rosa, ma bisogna considerare anche le assenze e il fatto che le altre
squadre si sono rinforzate. Il gap si è quindi allargato. Allegri, però, è un
grande gestore e credo che sia la persona più giusta per affrontare una
situazione che, dal punto di vista tecnico, non è delle più semplici. La cosa
importante adesso è andare a prendere i tre punti nelle prossime partite,
perché altrimenti i punti di distacco dalle prime diventano troppi e poi
diventa difficile recuperarli, soprattutto se l’obiettivo è la Champions. Olivera e Favasuli? Sono due assenze che
pesano, perché potevano essere importanti in questa fase della stagione. Il
Napoli ha perso entrambi nel giro di pochi giorni e questo complica
ulteriormente le scelte. Difesa a tre? Se fai un 3-5-2 hai bisogno
di due punte e il Napoli non ha due prime punte centrali di quel tipo. Per
questo credo che Allegri possa andare più verso un doppio mediano. È una
soluzione meno rischiosa, perché hai una difesa a quattro già collaudata e puoi
dare maggiore assistenza alla fase offensiva con un giocatore alle spalle della
punta e due esterni. Credo che possa continuare su questa strada. Se invece
decidesse di utilizzare una difesa a tre, penso più a un 3-4-3 che a un 3-5-2.
Oggi non so fino a che punto convenga al Napoli giocare con il 3-5-2.
La soluzione che vedo più probabile è il 4-2-3-1, con i
due esterni alti che magari potranno stringere un po’ di più verso il centro
per dare una mano a Højlund. Ma sarà determinante soprattutto la posizione di
De Bruyne, perché credo che in questo momento sia l’unico giocatore in grado di
mandare con continuità gli attaccanti in porta. Sarà fondamentale capire come
Allegri riuscirà a metterlo nelle condizioni migliori».
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