A cura di: Redazione
Fonte: Napolicalcionews.it
Il calciatore del Napoli, Kevin De Bruyne, è intervenuto in
esclusiva ai microfoni di Radio CRC, emittente partner della SSC Napoli. Queste le sue dichiarazioni: «Abbiamo conquistato molti punti in queste ultime partite,
anche se non abbiamo preso i tre punti a Parma. Sento che c’è qualcosa di
diverso da quando sono tornato, l’atmosfera è un po’ più positiva: era stato un
momento difficile. Abbiamo provato a competere, abbiamo conquistato tanti punti
e dobbiamo vincere tante partite per qualificarci alla prossima Champions
League. Come sto? Mi sento bene, sono tornato bene e prima del
previsto. Per me è stato davvero bello a inizio stagione, ho giocato molte
partite, ma poi è arrivato l’infortunio. Adesso, però, secondo me sto facendo
bene: sono davvero felice. Penso che la Serie A sia molto diversa dalla Premier League,
ma devo ammettere che anche quando giocavo con il City, molte squadre ci
affrontavano con il blocco basso, perché per loro era molto difficile pressarci
visto il modo in cui gestivamo la palla. Quando giochi contro queste squadre,
devi trovare il modo di trovare gli spazi giusti. Purtroppo non siamo riusciti
a farlo contro il Parma ed è un peccato. Ma a volte succede. La decisione di lasciare il City è stata presa di comune
accordo con la società. A volte, quando si sta insieme tanto tempo, succede.
Avevo offerte da tutto il mondo, ma mi piace ancora giocare a calcio ad alti
livelli e il Napoli mi ha dato questa opportunità. Quando si prendono queste
decisioni ci sono tante cose da considerare, come soldi, famiglia e tutto il
resto, ma alla fine ho deciso per il Napoli. Differenze tra Serie A e Premier? In Italia le squadre
giocano in modo molto simile tra loro, annullandosi un po’ a vicenda, mentre in
Inghilterra ci sono molte squadre che giocano in maniera diversa. Giocatori che
vanno uomo su uomo e che poi giocano basso o che giocano alto, moduli diversi.
In Italia molte squadre giocano a cinque dietro, con il 5-3-2 o il 5-4-1. Direi
che il ritmo è la più grande differenza tra Italia e Inghilterra, ma
soprattutto per lo stile di gioco. Qui a Napoli ho trovato un gruppo ottimo, sono rimasto
sorpreso dalla qualità dei giocatori, penso che abbiamo molti buoni giocatori.
Sono stati molto accoglienti, per me che arrivavo da un gruppo che conoscevo
benissimo non era facile. Ma il gruppo mi ha fatto sentire subito inserito e
penso che tutto sia andato molto bene. Fab Four? Non mi interessa nessun nome. Sento che a volte
intorno c’è troppo rumore. Sai quando giocavo al City, giocavo con i migliori
giocatori del mondo: penso che tutti possano giocare insieme, è solo una
questione di adattarsi con i ragazzi con cui giochi in quel momento. C’è molta
qualità con tutti e quattro in campo: hanno fatto molto bene in passato, stanno
facendo molto bene ora, mi hanno aiutato a migliorare. Capacità di scanning? Non mi sono mai realmente allenato su
questo e sugli assist. Penso che sia il mio stile di gioco, ma cerco di
adattarmi ai calciatori che giocano con me, per cercare di metterli nella
giusta posizione e nelle giuste condizioni in modo che possano performare al
meglio. Sai ognuno è diverso: se giochi con le ali o no, cerchi di trovare le
soluzioni giuste per poi eseguirle nel migliore dei modi. Penso sia importante avere i tifosi che sostengono la
squadra. Penso che la gente sa che sono venuto qui per lavorare sodo e al
meglio delle mie capacità e va di pari passo: se andiamo bene, ci loderanno e
sosterranno. Ma lo percepisci in città, sai che c’è una sola squadra a Napoli,
è un po’ diverso da Manchester che ne ha due. Ci stanno sostenendo molto bene e
cerchiamo di farli emozionare. Mi sto ambientando abbastanza bene. Vivo un po’ fuori città,
cerco anche di trovare il mio spazio, perché sono quel tipo di persona. Ma ho
anche tre figli, seguo ogni cosa che fanno, quindi sono abbastanza occupato. A
volte vado in città , cerco di vederla un po’ e godermela, perché ne hai
bisogno nella vita. Capisco abbastanza bene l’italiano, ma parlarlo è un po’
difficile. Ci sto provando, ma non sono bravo ancora abbastanza per fare
interviste come questa. Però quando le persone parlano tra loro, capisco
abbastanza bene le frasi, anche perché so parlare francese e altre lingue.
Napoletano? Prima l’italiano e poi il napoletano (ride
n.d.r.)».
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