A cura di: Redazione
Fonte: Radio Punto Nuovo
A Radio Punto Nuovo, nel corso di “Punto Nuovo Sport”,
è intervenuto Riccardo Cucchi. “La partita tra Napoli e Lazio resta importante,
anche se le due squadre hanno obiettivi diversi. La Lazio di Maurizio Sarri ha
diversi problemi di organico e penserà anche alla Coppa Italia, ma quando Sarri
torna a Napoli c’è sempre una motivazione particolare, perché è una piazza che
lo ha segnato. Guardando al campionato, credo che uno dei temi
principali sia la mancanza di grandi centravanti. Non c’è più
l’attaccante da 20 gol a stagione. L’unico che regge un po’ il passo è Lautaro
Martínez, mentre in generale tutte le squadre fanno fatica a trovare un
riferimento offensivo. Dopo Ciro Immobile non abbiamo più avuto un centravanti
davvero dominante. È anche il segno di un’evoluzione del ruolo: oggi segnano in
molti, ma manca la figura classica del bomber. Questo si lega anche al discorso sul gioco.
Se guardiamo partite europee come quelle tra Bayern Monaco e Real Madrid,
vediamo spettacolo, qualità individuale e ritmo. In Italia invece prevale
ancora molto l’aspetto tattico, e questo rende le partite meno divertenti. Ci
concentriamo troppo sugli errori e poco sullo spettacolo. Il calcio dovrebbe
essere più offensivo, più aperto, meno condizionato dalla paura di sbagliare. Sul futuro di Antonio Conte, spero che resti a Napoli,
se lo vogliono sia lui sia Aurelio De Laurentiis. Ma il problema della
Nazionale non è il nome dell’allenatore: non basta cambiare commissario tecnico
per migliorare. Il vero nodo è la qualità dei giocatori a disposizione, che
oggi è inferiore rispetto al passato.
Bisogna ripartire dalla formazione dei giovani, lavorare
più sulla tecnica e meno sulla tattica. Solo così si può ricostruire il calcio
italiano. Altrimenti, chiunque sieda su quella panchina, avrà le stesse
difficoltà“.
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