A cura di: Redazione
Fonte: Radio Punto Nuovo
A Radio Punto Nuovo, nel corso di “Punto Nuovo Sport“,
è intervenuto Franco Colomba, allenatore ed ex Napoli. Il ritmo del calcio europeo “È fuori dubbio che il ritmo in Europa sia superiore a quello del nostro
campionato. In Italia ci sono cicli che non sempre favoriscono il nostro
calcio, mancano grandi talenti e il campionato permette a volte di sedersi,
senza essere sottoposti a continui ritmi elevati. L’Atalanta di Palladino invece
ha dimostrato il contrario: ha preso una squadra nella parte destra della
classifica e l’ha portata vicino alla zona Champions, conquistando gli ottavi
di Europa League. Palladino sta facendo un lavoro straordinario, con una
cultura del lavoro e una preparazione europea che gli permettono di ottenere
risultati importanti”. La lotta per la Champions “Nel giro di dieci punti ci sono Milan, Napoli, Roma, Juventus, Como e
Atalanta. Solo tre di queste squadre centreranno la Champions League, e ci
saranno scontri diretti decisivi, come Roma-Juventus. Il Napoli deve
approfittare dei turni con squadre di livello inferiore, come l’Hellas Verona,
per consolidare la propria posizione. La concorrenza è alta, ma le squadre più
attrezzate e organizzate manterranno le posizioni in cima”. Gli infortuni e la gestione di Conte “Il Napoli ha avuto molti problemi muscolari, con stop lunghi per giocatori
come Lukaku, De Bruyne, Anguissa e Neres. Tuttavia, Conte è un allenatore
intelligente e preparato, con staff e metodologie capaci di gestire la
situazione. Non credo che gli infortuni siano la causa principale dei problemi
della squadra: il calcio moderno richiede pressing continuo, scatti e raddoppi
incessanti, senza momenti di recupero, e questo influisce molto sulle energie dei
giocatori”. Il VAR e le polemiche arbitrali “Il calcio è gestito da uomini, quindi avere più occhi in VAR è utile, ma
porta anche opinioni diverse. L’arbitro non è più completamente padrone della
situazione e ci sono stati errori gravi che avrebbero potuto essere evitati. Se
il VAR chiama e non interviene, il protocollo perde senso. Un’eventuale VAR a
chiamata potrebbe essere positivo, ma bisogna definire bene quante chiamate
sono ammesse per evitare ulteriore confusione. Il protocollo va modificato per garantire
coerenza e giustizia nelle decisioni”.
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