A cura di: Redazione
Fonte: Radio Punto Nuovo
A Radio Punto Nuovo, nel corso di “Punto Nuovo Sport”,
è intervenuto Simone Bonomi. «Il percorso del Napoli negli anni è stato lungo ma
costruito sempre con una visione chiara: crescere gradualmente fino ad arrivare
stabilmente ai vertici del calcio italiano. Se uno guarda indietro, vede una
società che è partita dalla Serie C, è passata dalla B e poi è riuscita ad
affermarsi in Serie A fino a vincere e a consolidarsi ad altissimi livelli. È
stato un percorso importante e credo che oggi il Napoli raccolga i frutti di
tanti anni di lavoro. Il triennio con Maurizio Sarri? È stato
qualcosa di speciale. Dal 2015 al 2018 il Napoli ha espresso un calcio che
probabilmente ha lasciato il segno non solo nei tifosi napoletani, ma anche in
tanti appassionati in generale. Purtroppo non è arrivato lo scudetto, però
quella squadra ha fatto vedere un livello di gioco altissimo e ha costruito
basi molto importanti anche per il futuro del club. Il ritorno di Sarri? Intanto bisogna avere
rispetto per Antonio Conte, che è l’allenatore del Napoli e sta facendo un
ottimo lavoro. Ha un contratto, ha vinto e sta continuando a tenere il Napoli
ai vertici. Poi è chiaro che se si parla di ipotesi future, Maurizio è un
allenatore che conosce benissimo l’ambiente, la città e le dinamiche della
piazza. Questo sicuramente potrebbe rappresentare un vantaggio. Un eventuale Sarri-bis potrebbe essere accolto bene dalla
tifoseria proprio per quello che si è vissuto in quei tre anni. Però nel calcio
bisogna sempre stare attenti ai paragoni col passato. Ogni stagione è diversa,
ogni gruppo è diverso e ogni contesto cambia. Sul tema “giochisti” e “risultatisti”?
Maurizio ha sempre cercato di arrivare al risultato attraverso il gioco. A
Napoli i risultati sono arrivati eccome: 82 punti, 86 punti e poi i 91 punti
dell’ultimo anno. Non si può dire che mancasse la competitività. Quella squadra
era bella da vedere ma allo stesso tempo era fortissima nei numeri. Poi nel calcio conta sempre il lavoro quotidiano. Sarri è
uno che ha sempre dato un’identità precisa alle sue squadre, facendo crescere
tanti giocatori e valorizzandoli. Questo è sempre stato uno dei suoi punti di
forza.
Il ricordo più bello di Napoli? Sicuramente
l’amore della gente verso la squadra. Nei momenti belli ma anche in quelli più
difficili, i tifosi sono sempre stati vicini al gruppo. Questo attaccamento è
qualcosa che ti resta dentro e che non trovi facilmente da altre parti».
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