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GIOVEDÌ 7 MAGGIO 2026 - INTERVISTE

BONOMI (EX COLLABORATORE DI SARRI): “RITORNO POSSIBILE, CON LUI GIOCO E RISULTATI ANDAVANO INSIEME"


"Intanto bisogna avere rispetto per Conte..."


 
     
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A cura di: Redazione
Fonte: Radio Punto Nuovo

A Radio Punto Nuovo, nel corso di “Punto Nuovo Sport”, è intervenuto Simone Bonomi.

«Il percorso del Napoli negli anni è stato lungo ma costruito sempre con una visione chiara: crescere gradualmente fino ad arrivare stabilmente ai vertici del calcio italiano. Se uno guarda indietro, vede una società che è partita dalla Serie C, è passata dalla B e poi è riuscita ad affermarsi in Serie A fino a vincere e a consolidarsi ad altissimi livelli. È stato un percorso importante e credo che oggi il Napoli raccolga i frutti di tanti anni di lavoro.

Il triennio con Maurizio Sarri? È stato qualcosa di speciale. Dal 2015 al 2018 il Napoli ha espresso un calcio che probabilmente ha lasciato il segno non solo nei tifosi napoletani, ma anche in tanti appassionati in generale. Purtroppo non è arrivato lo scudetto, però quella squadra ha fatto vedere un livello di gioco altissimo e ha costruito basi molto importanti anche per il futuro del club.

Il ritorno di Sarri? Intanto bisogna avere rispetto per Antonio Conte, che è l’allenatore del Napoli e sta facendo un ottimo lavoro. Ha un contratto, ha vinto e sta continuando a tenere il Napoli ai vertici. Poi è chiaro che se si parla di ipotesi future, Maurizio è un allenatore che conosce benissimo l’ambiente, la città e le dinamiche della piazza. Questo sicuramente potrebbe rappresentare un vantaggio.

Un eventuale Sarri-bis potrebbe essere accolto bene dalla tifoseria proprio per quello che si è vissuto in quei tre anni. Però nel calcio bisogna sempre stare attenti ai paragoni col passato. Ogni stagione è diversa, ogni gruppo è diverso e ogni contesto cambia.

Sul tema “giochisti” e “risultatisti”? Maurizio ha sempre cercato di arrivare al risultato attraverso il gioco. A Napoli i risultati sono arrivati eccome: 82 punti, 86 punti e poi i 91 punti dell’ultimo anno. Non si può dire che mancasse la competitività. Quella squadra era bella da vedere ma allo stesso tempo era fortissima nei numeri.

Poi nel calcio conta sempre il lavoro quotidiano. Sarri è uno che ha sempre dato un’identità precisa alle sue squadre, facendo crescere tanti giocatori e valorizzandoli. Questo è sempre stato uno dei suoi punti di forza.

Il ricordo più bello di Napoli? Sicuramente l’amore della gente verso la squadra. Nei momenti belli ma anche in quelli più difficili, i tifosi sono sempre stati vicini al gruppo. Questo attaccamento è qualcosa che ti resta dentro e che non trovi facilmente da altre parti».