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GIOVEDÌ 5 FEBBRAIO 2026 - INTERVISTE

VERGARA: “IL PESO DELLA MAGLIA AZZURRA NON LO SENTO. ECCO COSA MI DISSE CONTE A INIZIO STAGIONE"


Le parole del centrocampista azzurro a Radio Crc


 
     
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A cura di: Redazione
Fonte: Napolicalcionews.it

Ospite negli studi di Radio CRC, il centrocampista del Napoli Antonio Vergara ha raccontato le sue emozioni.

I primi gol e le emozioni
“Il primo gol? Non l’ho dedicato a nessuno, ero solo felicissimo. Quello contro il Chelsea è stato inaspettato anche per me: dalle foto si vede la mia faccia incredula. Il secondo, contro la Fiorentina, l’ho dedicato a tutto lo stadio e a chi era lì ad esultare con me. È stato ancora più bello perché abbiamo vinto”.

Idoli e ruolo in campo
“Il mio idolo è sempre stato Messi. Crescendo, però, allenandomi in prima squadra, ho apprezzato molto Piotr Zielinski: era bellissimo da vedere, aveva giocate che sembravano conosciute a memoria. In carriera ho sempre giocato sulla trequarti, è il ruolo dove mi esprimo meglio, ma ho fatto anche mezzala, quinto, esterno: mi adatto”.

Il lavoro con Conte
“Con Conte mi sento migliorato. Lavoriamo tantissimo sull’aspetto tattico, davvero tanto. Il mister ci chiede di aiutarci sempre: se mi chiede di raddoppiare, io ci provo. Mi aiuta molto anche mentalmente, sulla concentrazione. A inizio stagione mi disse: ‘Antò sei bravo, ma devi tenere sempre la testa attaccata’”.

Lo spogliatoio e il rapporto con Di Lorenzo
“Ho un grande rapporto con tanti compagni: Marianucci, Ambrosino, Lucca, Mazzocchi, Spinazzola, Contini, Savic, Di Lorenzo. Con il capitano ho anche molta affinità tattica. Per fortuna il suo infortunio non è grave come sembrava”.

Il peso della maglia azzurra
“Non lo sento, perché è come se ogni volta che indosso questa maglia la indossassero con me migliaia di persone. Il peso si divide. Giochiamo per la nostra gente”.

Crescita e serenità
“Vivo questo momento con serenità, non lo sento come il ‘treno della svolta’. È una fase del mio percorso. Essere qui, con grandi giocatori e con Conte, è come stare al banco a scuola: loro mi insegnano e io cerco di imparare”.

Napoli e i tifosi
“Napoli è la città più bella del mondo. Il calore del tifo è qualcosa di unico: il Maradona è davvero il dodicesimo uomo in campo. Ai tifosi dico di venirci a sostenere allo stadio, perché fate la differenza”.