A cura di: Redazione
Fonte: Radio Punto Nuovo
A Radio Punto Nuovo, nel corso di “Punto Nuovo Sport”,
è intervenuto Aurelio Virgili, storico amico di Maurizio
Sarri. «Un ritorno di Sarri a Napoli? Al di là
delle battute o dei messaggini tra amici, Maurizio è un professionista e
ragiona sempre in base a progetto e obiettivi. È chiaro che Napoli per lui
rappresenta qualcosa di speciale, anche emotivamente, ma quando sei a certi
livelli contano tante altre cose oltre al cuore. Io sono convinto di una cosa: Sarri oggi è nel pieno
della sua maturità come allenatore. Ha fatto tutta la gavetta,
è cresciuto passo dopo passo, e secondo me è tra i migliori in assoluto, non
solo in Italia ma anche a livello internazionale. Dove va, lascia sempre
un’impronta forte. Quel Napoli dei 91 punti? Per me, e lo dico senza
problemi, è come se avesse vinto lo scudetto. Non è rimasto negli annali, ma
nella testa di chi ama il calcio sì. E un eventuale ritorno potrebbe anche
rappresentare la chiusura di un cerchio rimasto aperto, ma non è detto che il
calcio funzioni così automaticamente. Differenza tra “giochisti” e “risultatisti”?
Io credo sia un falso problema. Sarri ha dimostrato che si può giocare bene e
ottenere risultati. Le sue squadre divertono, ma sono anche organizzate e
competitive. E soprattutto valorizza i giocatori come pochi altri. Vi
faccio un esempio: spesso prende calciatori che sembrano marginali e li rimette
al centro del progetto. Riesce a coinvolgere tutti, anche quelli che partono
dietro nelle gerarchie. Questo è un grande valore per una società. Poi è
chiaro, ogni allenatore ha le sue idee. Se un giocatore non rientra nei suoi
piani, difficilmente lo utilizza. Ma se intravede qualcosa, riesce a tirargli
fuori il massimo. È successo tante volte. Mercato e gestione della rosa? Fondamentale
che ci sia sintonia tra allenatore e direttore sportivo. Non ha senso prendere
giocatori che poi l’allenatore non utilizza. Serve una linea comune, altrimenti
si creano solo sprechi.
Napoli? Ha una rosa importante, ma molto
dipenderà da chi sarà l’allenatore e da che tipo di progetto si vorrà
costruire. Con Sarri, ad esempio, si punterebbe molto sulla valorizzazione e
sul gioco. Con altri, magari su caratteristiche diverse. Ma una cosa è certa:
quando prendi Sarri, prendi un’idea di calcio precisa. E se lo metti nelle
condizioni giuste, quella idea può portarti molto lontano».
|