A cura di: Redazione
Fonte: Radio Punto Nuovo
A Radio Punto Nuovo, nel corso di “Punto Nuovo Sport”,
è intervenuto Enzo Bucchioni. «Il ritorno di Sarri a Napoli? È una
suggestione che affascina, ma va maneggiata con molta prudenza. Parliamo di un
allenatore che a Napoli non ha fatto bene, ha fatto qualcosa di straordinario.
E proprio per questo i ritorni sono sempre complicati: creano aspettative
altissime, quasi irreali. I tifosi si aspettano automaticamente il “quel Napoli
lì”, ma il calcio non funziona così. Lo abbiamo visto in tanti casi: Lippi alla Juventus,
Capello nei suoi ritorni, Allegri al Milan, anche altri grandissimi. Quando
torni in un ambiente dove hai fatto benissimo, sei quasi obbligato a ripeterti,
e se non ci riesci si generano dubbi continui. È un meccanismo pericoloso. In più bisogna considerare un altro aspetto fondamentale:
il contesto. Sarri avrebbe bisogno di un progetto tecnico preciso, di un
organico costruito su misura. Ma oggi al Napoli si parla di riduzione dei
costi, di equilibrio economico, di sostenibilità. Sono elementi che non sempre
si sposano con le richieste di un allenatore come Sarri. E poi c’è il tema dei rapporti passati con De Laurentiis,
che non sono stati semplici. Nel calcio si supera tutto, è vero, ma le
dinamiche personali contano sempre. Corsa Champions? È una lotta molto aperta,
quasi confusa. Il Napoli ha comunque un vantaggio importante e credo che alla
fine possa centrare il secondo posto, ma non senza fatica. È un finale in cui
più che la qualità, conterà la gestione degli errori. Alle spalle c’è un’ammucchiata tra squadre che alternano
momenti di grande fragilità ad altri di ripresa. Il Milan, ad esempio, è una
squadra che sembra aver perso identità dopo l’addio ai sogni scudetto. La
Juventus non è continua, la Roma alterna fasi molto diverse, l’Atalanta resta
imprevedibile. È un campionato in cui nessuno sembra davvero dominante
alle spalle dell’Inter, e questo rende tutto più instabile. Alla fine non sarà
chi arriva meglio, ma chi sbaglia meno. Lukaku e futuro Napoli? Sono situazioni che
rientrano in un discorso più ampio di rifondazione. Il Napoli ha bisogno di
capire chi tenere e chi no, perché alcuni cicli sono arrivati alla fine. E in
questo senso il lavoro di programmazione sarà decisivo.
Sarri, Conte, De Laurentiis: sono tutti pezzi di un
puzzle che dipenderà da una cosa sola, la chiarezza del progetto. Senza quella,
qualsiasi scelta diventa rischiosa».
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