A cura di: Redazione
Fonte: Radio Punto Nuovo
A Radio Punto Nuovo, nel corso di “Punto Nuovo Sport“,
è intervenuto Pedro Pablo Pasculli, ex calciatore del Lecce. “Napoli-Lecce? Sicuramente il Napoli
troverà un Lecce combattivo, una squadra che andrà a giocarsi la partita e che
non vorrà perdere. Il Lecce sta lottando per la salvezza insieme ad altre
squadre e ogni punto è fondamentale. Per questo motivo mi aspetto una partita
non facile per il Napoli, perché il Lecce verrà al Maradona per provare a
portare via qualcosa. Antonio Conte? Lo conosco bene e so che per
lui sarà una partita particolare. Lui è leccese, ma adesso è l’allenatore del
Napoli e vorrà il massimo dalla sua squadra. Il lavoro è il lavoro, però dentro
di sé avrà sempre un cuore leccese. Io spero che il Lecce possa fare una grande
partita, ma so anche che Conte preparerà la gara con grande attenzione. Il calendario del Lecce nelle prossime settimane è molto
difficile: Napoli, Roma, Atalanta e Bologna. Sono quattro partite complicate,
ma nel calcio può succedere di tutto. Io ricordo quando con il Lecce siamo
andati all’Olimpico a Roma e abbiamo vinto. Il calcio è così: bisogna pensare
partita dopo partita e provare a fare più punti possibile per raggiungere la
salvezza. Il futuro di Conte? Non l’ho sentito
recentemente, lui vive con la famiglia a Torino anche se ha sempre il legame
con Lecce. So che ha ancora un anno di contratto con il Napoli, poi a fine
stagione si siederà con la società per capire il futuro. Dipende sempre dai
risultati e dal progetto che ci sarà. Diego Maradona e il calcio di oggi? Diego
amava Napoli e i napoletani. Io ho avuto la fortuna di passare del tempo con
lui, anche a casa sua, e so quanto fosse legato a questa città. Se vedesse il
calcio di oggi forse si metterebbe le mani nei capelli. Prima era un calcio
diverso: quando Diego prendeva la palla puntava la porta, saltava gli
avversari, cercava sempre la giocata. Oggi invece spesso si gioca molto
all’indietro, si torna dal portiere e si costruisce lentamente. Negli anni ’80
il campionato italiano era il più bello del mondo. C’erano campioni come
Maradona, Platini, Zico, Falcao, Junior, Antonioni, Ancelotti. Oggi il livello
è cambiato e secondo me la Serie A non è più il campionato numero uno.
Hojlund? È un ottimo giocatore, ha forza
fisica e mi sembra anche un ragazzo semplice e umile. Il consiglio che posso
dargli è proprio questo: continuare a lavorare con umiltà e sfruttare la grande
spinta del pubblico di Napoli. I tifosi napoletani sono fantastici, hanno un
sangue molto simile a quello argentino e vogliono sempre il massimo dalla
squadra“.
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