A cura di: Redazione
Fonte: Napolicalcionews.it
L’Associazione Italiana Agenti Calciatori e Società (AIACS)
ha replicato con durezza alle dichiarazioni rilasciate da Aurelio De
Laurentiis, che in un’intervista alla CBS aveva criticato pesantemente il ruolo
dei procuratori. Il presidente del Napoli aveva affermato: “Noi investiamo
tantissimi soldi, parlano troppe persone. Come gli agenti che sembrano i
proprietari del calcio! È poco corretto. Gli agenti sono persone che offrono un
servizio, non sono i padroni. Gli agenti chiedono tantissimi soldi per cosa?
Solo per firmare un contratto e poi scomparire? Se un giocatore ha un problema,
gli agenti scompaiono!”. De Laurentiis aveva inoltre lanciato un’accusa molto grave:
“Ci sarebbero soggetti che riceverebbero soldi sottobanco dagli agenti per
convocare i calciatori in Nazionale. Sta accadendo in Italia”. Dichiarazioni De Laurentiis: la replica dell'AIACS Immediata la replica dell’AIACS con un duro comunicato:
“L’Associazione Italiana Agenti Calciatori e Società esprime la più ferma e
totale condanna per le gravissime affermazioni rilasciate dal Presidente della
SSC Napoli. L’affermazione secondo cui vi sarebbero soggetti che ‘ricevono
soldi sottobanco da agenti per convocarli in Nazionale’ costituisce un attacco
diretto alla governance della FIGC e alle sue massime espressioni”. Nel comunicato si sottolinea anche l’impatto delle parole
del presidente azzurro: “Tale accusa lede la reputazione dei dirigenti federali
sotto un duplice profilo di complicità o connivenza nonché di incompetenza ed
omesso controllo. Lanciare un’accusa così infamante senza fornire elementi
probatori equivale a gettare un’ombra di sospetto sull’intera istituzione”.
Infine, l’associazione ha annunciato possibili azioni: “Se
il Presidente De Laurentiis è a conoscenza di fatti penalmente rilevanti, ha il
dovere di denunciarli immediatamente. In caso contrario, le sue parole si
qualificano come mere insinuazioni diffamatorie. L’AIACS ha già provveduto a
sottoporre la questione alla Procura Federale della FIGC e si riserva di adire
le vie legali”.
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