A cura di: Redazione
Fonte: Napolicalcionews.it
L'ex azzurro Jacopo Dezi ha
deciso di dire «basta» dopo l'ennesimo infortunio. Il centrocampista, infatti, ha annunciato in queste ore il suo ritiro dal campo. Ma non ha abbandonato il mondo del calcio. L’occasione è arrivata
praticamente subito e proprio nel club con il quale era tesserato: l’Arezzo. «Sono diventato collaboratore del ds Cutolo», racconta
Jacopo Dezi ai microfoni de Il Mattino. «Napoli? Micheli e Bigon mi portarono nel settore giovanile nel 2010 e per un paio di
anni mi sono allenato con la prima squadra e giocavo con la Primavera. Nel 2024 avevo fatto l’esame da direttore
sportivo per avere comunque un titolo, ma non pensavo mi sarebbe servito dopo
così poco tempo. Ho avuto tanti
dirigenti nella mia carriera, da Bigon a Napoli a Cutolo qui ad Arezzo e un po’
da tutti ho preso qualcosa. Di sicuro mi piace un calcio di qualità e quindi
cercherò sempre giocatori di quel genere. Obiettivo? Mi
piacerebbe trovare il nuovo Hamsik:
un giocatore stratosferico in quel ruolo. Marek? Io ero un ragazzino del
settore giovanile ma lui mi aiutò dall’inizio. Quando avevamo la doppia seduta
di allenamento a Castel Volturno mi portava a pranzo a casa. Mi ha fatto da
chioccia. Allan è un fratello per me. Sono andato 4 volte
in Brasile: una per il suo matrimonio, poi quando hanno vinto la coppa America
e anche per festeggiare insieme capodanno. Nel 2015, quando è arrivato con
Sarri, eravamo in camera insieme in ritiro a Dimaro. Fu addirittura lui a
volere una camera tripla con me e Luperto e da quei giorni il legame è rimasto
fortissimo». Legame con Napoli? Sono stati anni
indimenticabili. Anche se poi all’inizio della stagione venivo girato in
prestito. Non dimenticherò mai tutti quei ritiri con Mazzarri prima
e Sarri poi. Sono arrivato a Napoli a 18 anni. Questa è una
città che quando ti prende ti fa sentire subito a casa. La vittoria della Coppa Italia? Mentre la squadra stava tornando da Roma mi chiamò il team
manager Santoro per dirmi che mi aspettavano in stazione. Ancora oggi conservo
video e foto di quella notte sul pullman con Cavani, il Pocho, Hamsik e
tutti gli altri compagni. La sfida contro gli azzurri a Dimaro? Sono
tornato sul quel campo dove avevo vissuto tante estati, ma da avversario. È
stata una grande emozione, come quella provata con la maglia del Venezia quando
ho giocato al Maradona contro la squadra di Spalletti».
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