A cura di: Redazione
Fonte: Napolicalcionews.it
Nel corso di "Radio Goal" sulle frequenze di Kiss Kiss Napoli,
il professor Enrico Castellacci, medico sportivo di lungo corso, ha
analizzato nel dettaglio il caso di Giovanni Di Lorenzo e più in generale
l’emergenza fisica che sta colpendo la squadra azzurra. Il caso Di Lorenzo: diagnosi e incertezze cliniche “Quando si parla di trauma distorsivo del ginocchio si utilizza una
definizione molto generica: significa semplicemente che il ginocchio ha subito
una torsione che ha provocato dei danni interni, ma non ci dice quali siano
nello specifico. Fortunatamente è stata esclusa la lesione del legamento
crociato anteriore, che è l’ipotesi più temuta. In questi casi si può pensare a
un interessamento del legamento collaterale o a una distrazione del crociato
senza rottura, ma senza ulteriori dettagli clinici è impossibile essere più
precisi”. L’intervento al piede e i tempi di recupero “A Di Lorenzo è stato eseguito anche un intervento per metatarsalgia, una
procedura chiamata osteotomia. Si tratta di una frattura artificiale dell’osso,
necessaria per correggere la struttura e risolvere il dolore. È un intervento
che richiede tempo: parliamo di almeno un paio di mesi di stop, perché la
frattura deve consolidarsi completamente. Non c’è una correlazione diretta e
automatica tra l’infortunio al ginocchio e l’operazione al piede, anche se in
casi particolari un trauma può avere ripercussioni su più distretti corporei.
Al momento, però, restiamo nel campo delle ipotesi”. Emergenza infortuni e numero elevato di operazioni “Cinque interventi chirurgici in una sola stagione sono tanti, anche per una
società di alto livello come il Napoli. È normale che in questi casi il club si
interroghi e analizzi a fondo la situazione. La collaborazione tra staff medico
e preparatori atletici è fondamentale, così come le valutazioni sulla struttura
fisica dei giocatori, sulla preparazione e sulla gestione dei carichi di
lavoro. Anche i migliori professionisti possono attraversare momenti
complicati, soprattutto quando si sommano infortuni muscolari e chirurgici”. Il sovraccarico di partite e il rischio continuo “Uno dei fattori principali dell’aumento degli infortuni è senza dubbio il
calendario troppo fitto. È un problema che riguarda tutto il calcio moderno ed
è stato già portato all’attenzione di UEFA e FIFA. Quando una squadra, a causa
degli infortuni, è costretta a schierare sempre gli stessi giocatori, il
rischio di nuovi stop cresce in modo esponenziale. I calciatori non hanno il
tempo necessario per recuperare e spesso scendono in campo anche quando sono al
limite della condizione fisica”.
Un problema che va oltre il Napoli “Non è una situazione che riguarda solo il Napoli, ma l’intero sistema. Il
numero di partite stagionali è in costante aumento e senza una revisione dei
calendari sarà sempre più difficile tutelare la salute degli atleti. Finché non
si interverrà su questo aspetto strutturale, gli infortuni continueranno a
essere una conseguenza quasi inevitabile, soprattutto per le squadre impegnate
su più fronti”.
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