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VENERDÌ 6 FEBBRAIO 2026 - INTERVISTE

ALBARELLA: "OGGI UN TOP PLAYER PUÒ GIOCARE 75 PARTITE L’ANNO: COSÌ RISCHIA DI ROMPERSI"


"Di Lorenzo esempio di resistenza, ma..."


 
     
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A cura di: Redazione
Fonte: Napolicalcionews.it

Ospite a Radio Kiss Kiss Napoli, il professor Eugenio Albarella, preparatore atletico di esperienza internazionale e membro dello staff di Fabio Cannavaro, ha analizzato l'emergenza infortuni soffermandosi anche sul caso specifico di Giovanni Di Lorenzo.

Di Lorenzo: resistenza e professionalità
L’atleta Di Lorenzo non lo conosciamo oggi, ma le statistiche parlano chiaro: è longevo nelle sue performance e ha mantenuto un livello medio-alto di rendimento negli ultimi anni. Ha saputo sommare minutaggi importanti e gestire gli acciacchi fisici con grande professionalità. Anche nel caso di problemi al piede, ha continuato a dare il massimo. Questo dimostra dedizione e capacità di stringere i denti, caratteristiche che oggi sono sempre più rare. L’accumulo di stress da risultato e la frequenza elevata delle gare possono aumentare il rischio di infortuni, ogni situazione va comunque valutata singolarmente”.

L’aumento degli infortuni dopo il Covid
Negli ultimi 5 anni, le cinque leghe più importanti in Europa hanno registrato un aumento del 20% degli infortuni, con un costo totale che si aggira intorno agli 8-900 milioni di euro. La pandemia di Covid-19 ha segnato uno spartiacque, modificando calendari e gestione degli atleti. L’aumento delle partite, la mancanza di pause adeguate e lo stress psicofisico rendono più fragile la condizione degli atleti, e le società devono interrogarsi sulle cause e adottare strategie per tutelare la salute dei giocatori”.

Gestione e prevenzione: le nuove sfide per i club
Oggi un top player può arrivare a giocare 70-75 partite stagionali, con una media di 3,3-3,5 giorni tra una gara e l’altra. Questo ritmo serrato lascia pochissimo tempo per il recupero e la preparazione specifica, aumentando il rischio di infortuni. Le squadre di alta qualificazione devono organizzarsi al meglio, con strutture degne e professionisti di primissimo livello, affinché gli atleti possano gestire il recupero e gli stress esterni, che incidono moltissimo sulla prestazione".