A cura di: Redazione
Fonte: Radio Punto Nuovo
A Radio Punto Nuovo, nel corso di “Punto Nuovo Sport”,
è intervenuto Gianni Improta, ex calciatore del Napoli. “Juan Jesus? In queste situazioni bisogna
sempre capire bene le circostanze. A volte il miglior medico è proprio il
calciatore, perché è lui che sente davvero il tipo di fastidio. Stringere i
denti va bene, ma bisogna anche capire che tipo di problema c’è, perché rischi
di peggiorare la situazione. Io ho sempre ragionato in una certa maniera:
meglio un asino vivo che un cavallo morto. La bella notizia di questi giorni sono sicuramente i
recuperi di giocatori importanti come Anguissa e De Bruyne. Sono calciatori che
sono mancati per tanti mesi e senza di loro il Napoli ha perso qualcosa. Chi li
ha sostituiti ha fatto il massimo e si è comportato bene, ma è chiaro che il
loro rientro dà un’altra dimensione alla squadra. Il Napoli, nonostante tutto,
è in una posizione di classifica importante e questo dimostra il valore del
lavoro fatto. Ora Conte dovrà gestire con attenzione il loro impiego. Non si
può pensare che rientrino subito per giocare 90 minuti. Servirà gradualità. È
stato bellissimo rivederli in campo contro il Torino e vedere anche
l’accoglienza del pubblico, che non vedeva l’ora di riabbracciarli. Formazione contro il Lecce? Elmas per me
resta un punto fermo per quello che ha dimostrato, sia dal punto di vista
tattico che tecnico. Poi Gilmour può sostituire Lobotka nel ruolo di
centrocampista metodista. Per quanto riguarda Anguissa, sono sincero: mi ha
fatto piacere rivederlo in campo, ma non mi è sembrato ancora al massimo della
condizione. Ha bisogno di un po’ di rodaggio. L’assenza di Vergara è un
peccato, perché stava facendo molto bene. Giovane può essere una soluzione valida,
mentre Alisson sta dimostrando qualità importanti. Politano è in crescita,
Spinazzola offre alternative: il Napoli ha tante soluzioni. Adesso viene il
bello per Conte, perché deve scegliere tra diverse opzioni. Turno di campionato favorevole? Questo
turno di campionato sulla carta può essere favorevole al Napoli, perché ci sono
diversi scontri diretti tra le altre squadre. Però nel calcio non bisogna mai
dare nulla per scontato. Il Lecce è una squadra che ha carattere e che darà
battaglia. Il Napoli parte favorito, ma le partite bisogna sempre giocarle. Hojlund influenzato? Può capitare.
L’adrenalina della partita spesso ti fa passare tutto. Io ricordo che una volta
scesi in campo con la febbre a 40, quindi a volte basta qualche medicina e la
voglia di giocare per superare certi problemi.
Guardando al calcio europeo, purtroppo dobbiamo dire che
il livello di alcune squadre è molto più alto rispetto a quello che vediamo in
Serie A. Il calcio è cambiato e il nostro sistema è rimasto un po’ indietro. A
mio avviso uno dei problemi è che negli anni si è dato troppo spazio ai
giocatori stranieri, togliendo opportunità ai giovani italiani. Così si
impoverisce anche il movimento calcistico del nostro Paese“.
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