A cura di: Redazione
Fonte: Radio Punto Nuovo
A Radio Punto Nuovo, nel corso di “Punto Nuovo Sport“,
è intervenuto Giuseppe Cannella, dirigente sportivo. “Quando si parla del Napoli bisogna sempre guardare a chi
sta davanti. Oggi il riferimento è il Milan, e l’obiettivo dev’essere quello di
alzare l’asticella e provare a raggiungerlo. Se abbassi la concentrazione
rischi di perdere terreno. Prima di tutto però il Napoli deve recuperare tutti
gli infortunati e rimettere i giocatori nelle condizioni di chiudere il campionato
nel miglior modo possibile. Arrivare più in alto possibile significa anche
puntare alla Champions League, che resta sempre un grande traguardo”. Futuro di Manna? Su Giovanni Manna si sta
discutendo molto. Quando si parla di un possibile spostamento al settore
giovanile, diciamolo chiaramente: sarebbe una retrocessione. Nel calcio non
bisogna girarci intorno. La storia del Napoli con De Laurentiis ci dice che
spesso sono stati scelti direttori sportivi giovani. È successo con Bigon e con
Giuntoli. Non è semplice affermarsi in grandi società. Manna alla
Juventus ha fatto molto bene, soprattutto nel lavoro sui giovani. In un club
come la Juve è più facile attrarre talenti da tutto il mondo perché la società
ha un peso enorme. Quando però lavori in una realtà diversa e con un allenatore
come Conte devi cercare sempre di accontentarlo, e non è facile muoversi sul
mercato con una concorrenza così forte. Se fossi nei panni di Manna e mi proponessero di restare
nel settore giovanile, probabilmente farei altre valutazioni. Ha l’età e
l’esperienza per continuare un percorso da direttore sportivo ad alti livelli.
Spesso si giudica un dirigente solo per un paio di acquisti sbagliati. In
questo caso si parla molto di Lucca e Lang, operazioni che non hanno funzionato
e che sono state pagate anche tanto. Però una grande società dovrebbe valutare
il lavoro complessivo prima di prendere decisioni drastiche. Quando lavori con
un allenatore forte e con una personalità come Conte, le scelte sono quasi
sempre condivise. Si cerca di accontentarlo e di costruire la squadra secondo
le sue esigenze. È difficile pensare che un direttore sportivo faccia tutto da
solo senza il coinvolgimento dell’allenatore. Conte? Sul lavoro di Conte bisogna fare una
valutazione complessiva. È chiaro che la stagione è stata segnata dagli
infortuni e questo ha pesato tantissimo. Non sappiamo se siano dovuti alla
preparazione, alla gestione o semplicemente alla sfortuna. Però quando perdi
tanti giocatori importanti nello stesso momento diventa tutto più complicato.
Nonostante questo, Conte ha avuto il merito di trovare
soluzioni. Ha cambiato sistema di gioco, ha dato spazio a giovani come Vergara
e ha continuato a tenere il Napoli competitivo. Non era semplice restare lì
nonostante tutte queste difficoltà. In mezzo a questa situazione complicata
sono emerse anche alcune sorprese positive. Penso ad esempio ad Alisson
Santos, che è arrivato in prestito e sta dimostrando di avere qualità
importanti. Potrebbe diventare un investimento interessante anche per il futuro”.
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