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LUNEDÌ 26 OTTOBRE 2026 - INTERVISTE

GAUTIERI DIFENDE HØJLUND: "SONO CONVINTO CHE I GOL ARRIVERANNO"


Le parole dell'ex calciatore azzurro


 
     
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A cura di: Redazione
Fonte: Napolicalcionews.it

Carmine Gautieri, allenatore ed ex calciatore, è intervenuto ai microfoni di Radio Punto Nuovo per analizzare il pareggio per 3-3 tra Napoli e Roma.

«È stata una partita molto bella e combattuta. Nel primo tempo la Roma stava facendo la partita, poi il Napoli ha trovato il gol e ha avuto anche una fase di supremazia. Nella ripresa le due squadre si sono equilibrate e gli azzurri hanno avuto forse qualche occasione in più per chiudere diversamente la gara. Il Napoli è riuscito a portarsi in vantaggio, ma bisogna riconoscere anche i meriti della Roma, una squadra che, indipendentemente dal risultato, cerca sempre di giocare nello stesso modo. I giallorossi hanno continuato a crederci e sono riusciti a trovare il pareggio. Da un punto di vista neutrale è stata sicuramente una partita spettacolare, ma per il Napoli resta il rammarico di non aver portato a casa una vittoria che, in quel momento, sembrava possibile».

L’errore di Beukema sul 3-3? Quello di Beukema è un errore clamoroso. In quella situazione probabilmente sperava che la palla venisse messa fuori, ma non è successo. La cosa che mi ha colpito maggiormente è che si sia rialzato, abbia seguito l’azione e poi sia tornato a terra, perdendo di vista l’avversario. Forse, se fosse rimasto nella propria zona e avesse continuato a seguire l’uomo, il Napoli non avrebbe subito quel gol. Naturalmente non possiamo avere la certezza che la rete sarebbe stata evitata, ma in una situazione del genere bisogna restare concentrati fino alla fine dell’azione. Quando si difende un risultato così importante, bisogna essere professionali, preparati e pronti a fare tutto il necessario per proteggere il vantaggio. Occorre marcare l’uomo, seguire i movimenti degli avversari e non perdere mai la concentrazione. Il Napoli avrebbe dovuto gestire meglio quei minuti finali e cercare di portare a casa la vittoria.

La reazione da allenatore e la lezione per Beukema? Se il Napoli non avesse subito il gol, probabilmente oggi non parleremmo con la stessa attenzione di questo episodio. Purtroppo la Roma ha segnato proprio con il giocatore che Beukema avrebbe dovuto seguire, e questo rende l’errore ancora più evidente. Credo che il ragazzo sia il primo a stare male per quello che è successo. Sono episodi che fanno parte del percorso di crescita di un calciatore, ma devono servire da insegnamento. In partite così importanti non ci si può permettere di perdere la concentrazione proprio nel momento decisivo. Quando sei in vantaggio e mancano pochi minuti alla fine, devi avere la lucidità necessaria per difendere il risultato. Bisogna rimanere sul pezzo, continuare a seguire gli avversari e non concedere opportunità evitabili. Da situazioni del genere si deve imparare per non ripetere gli stessi errori.

I problemi della fase difensiva del Napoli? Quando si parla di difesa, bisogna ricordare che i primi difensori sono gli attaccanti. La fase difensiva riguarda tutta la squadra e non soltanto i quattro o i cinque uomini che compongono la linea arretrata. Bisogna difendere in blocco, come gruppo, aiutandosi reciprocamente in ogni situazione. Le squadre forti lavorano proprio in questo modo: basti guardare il Barcellona e il Real Madrid, che anche quando hanno grandi qualità offensive devono essere capaci di partecipare tutti alla fase di non possesso. Il Napoli deve migliorare sotto questo aspetto, lavorando sul comportamento collettivo e sulla capacità di mantenere compattezza. Non è sufficiente concentrarsi esclusivamente sui difensori, perché se gli attaccanti e i centrocampisti non collaborano, la squadra finisce per concedere troppo agli avversari. Se gli azzurri riusciranno a lavorare meglio come reparto e come collettivo, potranno sicuramente limitare i gol subiti.

Højlund e il digiuno realizzativo? Innanzitutto bisogna mettere Højlund nelle condizioni di finalizzare e fare in modo che possa esprimere al meglio le proprie qualità. Un attaccante vive per il gol e, quando attraversa un periodo in cui non riesce a segnare, rischia di pensarci troppo. Forse, in certi momenti, meno ci pensa e meglio è. Bisogna però riconoscere che, anche nella fase di non possesso, il ragazzo sta svolgendo un lavoro straordinario. Non si può giudicare un centravanti soltanto attraverso il numero delle reti realizzate, senza considerare il contributo che offre alla squadra e il lavoro che svolge durante la partita. Sono convinto che i gol arriveranno. La cosa più importante è che Højlund rimanga sereno, continui a lavorare su se stesso e cerchi di migliorarsi quotidianamente. È un giocatore giovane, con grandi margini di crescita, e ha tutto il tempo per dimostrare il proprio valore. Bisogna avere fiducia in lui e metterlo nelle condizioni di rendere al meglio.

La classifica e la fiducia negli allenatori? In Italia siamo troppo abituati a etichettare immediatamente un allenatore quando attraversa un periodo negativo. Se un tecnico incontra difficoltà per una o più stagioni, spesso si tende a dimenticare le qualità che aveva dimostrato in precedenza. Io credo che questo sia un errore. Se consideriamo un allenatore bravo e preparato, dobbiamo riconoscergli quelle qualità anche quando attraversa un momento difficile. Non è detto che due o tre annate negative cancellino tutto quello che ha dimostrato nel corso della sua carriera. Bisogna continuare a credere negli allenatori e valutare il loro lavoro con equilibrio. Il calcio è fatto di cicli, momenti positivi e periodi complicati, ma le capacità di un tecnico non possono essere giudicate soltanto sulla base degli ultimi risultati. Serve maggiore fiducia e bisogna concedere il tempo necessario per lavorare e dimostrare il proprio valore».