A cura di: Antonietta Del Vecchio
Fonte: La gazzetta dello sport
Antonio Floro Flores che alla prima esperienza sulla panchina dei grandi è riuscito nell'impresa di riportare la Strega in Serie B. Il tecnico partenopeo si è confessato in una lunga intervista concessa a La Gazzetta dello Sport: "È un'emozione che non avevo mai vissuto. Da calciatore non ero così maturo, sono stato il primo a non comprendere le mie potenzialità. Per questo sento di dovermi riscattare. Venivo da due stagioni difficili e mi chiedevo se il calcio fosse ancora il mio mondo, poi ho capito di voler lavorare con i ragazzi. Ma se mi avevano detto che in così poco tempo sarei arrivato qui non ci avrei creduto”.
Il presidente Vigorito: "A lui devo tantissimo. Quando è arrivata la chiamata per la prima squadra è stata una sensazione incredibile, ma ho avuto anche paura. Sapevo quanto volesse la promozione e ho lavorato ogni giorno per non deluderlo. Dopo la vittoria gli ho detto che dovrei togliere la statua di Padre Pio dal mio giardino e mettere la sua".
I giovani: "Sono la soddisfazione più grande. Hanno bisogno di fiducia: se li fai giocare, devi accettare che possano sbagliare. In Italia spesso succede il contrario, al primo errore li togli invece vanno accompagnati, protetti, ascoltati".
Partita chiave: "Contro l'Atalanta U23. Perdevamo 3-1, ma negli occhi dei ragazzi ho visto una squadra viva e in grado di riprenderla. Prima della partita decisiva contro la Salernitana, invece, ho chiesto al mio collaboratore di raccontare una barzelletta senza fare nessun discorso motivazionale".
Allenatori avuti in carriera: "Zeman è quello che mi porto più dentro. Ma da calciatore non ho mai pensato di allenare. Oggi invece studio molto. Apprezzo Fabregas e Spalletti". I complimenti ricevuti: "Di De Rossi quelli che mi hanno colpito di più. E poi Stroppa, Di Francesco, Cannavaro, Ciro Ferrara, Nino D'Angelo".
Consigli al figlio che gioca nelle giovanili della Fiorentina
"Di non fare i miei errori. Di lottare sempre, anche quando gioca meno. E di non aver paura di sbagliare".
Dove vede il Benevento ad aprile 2027: "Sono ambizioso, direi nella zona alta della classifica. Ma prima ancora voglio valorizzare i giovani, far divertire la squadra e regalare emozioni ai tifosi"
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