A cura di: Redazione
Fonte: Napolicalcionews.it
Nella lunga intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport (qui per leggere un altro estratto), Aurelio De Laurentiis ha parlato anche dei Mondiali che sta seguendo direttamente da Los Angeles: "Sto guardando le partite con mia moglie, i miei
collaboratori e qualche amico. Ho visto Svizzera-Bosnia dal vivo al SoFi per
onorare la nazione di mia moglie Jacqueline. Stadio straordinario, accoglienza
perfetta. Una grande organizzazione anche nella viabilità e nei parcheggi,
tutto senza file. Ho appena visto anche Belgio-Iran per salutare Kevin De
Bruyne e Romelu Lukaku, due giocatori del Napoli. Gli Stati Uniti, invece, solo
in tv: sono una squadra molto interessante...". Gli americani trasformano ogni partita in un evento, lo si
vede anche qua. In Serie A siamo ancora così lontani da questa cultura dello
spettacolo? "Usciamo da un grande misunderstanding: calcio inteso come
industria di sport e intrattenimento o solo sport? Se è un’industria di sport e
intrattenimento, come io e molti altri crediamo, dovrebbe fare un vero bilancio
tra costi e ricavi, contenendo il più possibile i costi e aumentando il più
possibile i ricavi. Per renderlo più spettacolare dovremmo costruire nuovi
stadi. Quelli che ci sono, sono troppo vecchi, obsoleti…". Su questo tema cosa servirebbe? "Un aiuto economico dello stato, senza se e senza ma, perché
non ci si dovrebbe mai dimenticare che il calcio muove 28 milioni di elettori.
Viceversa, il freno alla crescita del calcio in Italia sarà sempre maggiore. E
poi sburocratizzare, sburocratizzare, sburocratizzare. Abolire in un solo colpo
tutte le norme che limitano e rallentano la realizzazione di nuovi impianti.
Impedire a comuni, sovrintendenze e organi superiori di ostacolare la
realizzazione, sotto la direzione del supercommissario per gli stadi, eletto ma
non ancora del tutto operativo, che possa vigilare sulla qualità dei progetti.
Sulle riforme necessarie per migliorare il calcio, sia chiaro: non ne esiste
solo una, ma ci vuole coraggio. Questo è quello che manca, perché bisognerebbe
azzerare tutto e rifondare il sistema in un modo che guardi al futuro e ai
mutamenti generazionali".
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