A cura di: Redazione
Fonte: Napolicalcionews.it
Kevin De Bruyne si sofferma anche sul tema dei giovani nel calcio italiano e sul percorso di Antonio Vergara. Nell'intervista al Corriere dello Sport, il fuoriclasse del Napoli ha parlato della differenza tra Italia, Belgio e Inghilterra nella gestione dei talenti, spiegando quanto sia importante per un giovane trovare continuità. Tanti anche gli altri argomenti affrontati: dal possibile ritorno a Manchester da avversario alla sfida con il Como, passando per Nico Paz e la ricerca del suo possibile erede. Oggi c’è il sorteggio Champions: le piacerebbe tornare a Manchester per sfidare il City? "No, non mi piace giocare contro di loro. Il City sarà sempre la mia squadra, è normale, ci sono stato per dieci anni. Il percorso, la scalata e le vittorie non cambieranno mai: andar lì da avversario è una cosa che non mi è piaciuta". Il 5 settembre c’è Inter-Napoli con KDB, Stones e Akanji: un ritorno ai vecchi tempi del City? "Conosco John e Manu molto bene: li vedo in vacanza e le nostre famiglie si frequentano. Sarà bello rivederli, credo siano felici e la cosa più importante". Domenica c’è Napoli-Como: può essere una sfida Champions? "La giochiamo entrambi e direi proprio di sì, anche se siamo solo all’inizio. Sarà una partita difficile". Le piace Nico Paz? "Oh, sì. Ottimo giocatore". E Antonio Vergara? È una speranza dell’Italia. "Sì, ma bisogna dargli tempo: quando sono arrivato pensavo che avesse 18 anni ma ne aveva 23. In Belgio e in Inghilterra sei già titolare a 17 o 18 anni, ma qui c’è un’altra filosofia: questa sarà la sua prima stagione intera con la squadra. Antonio deve solo crescere con continuità, tutti i giorni, e giocare, giocare, giocare. Sta facendo davvero bene, ci aiuterà tanto". Esiste un erede di De Bruyne? "Forse mio figlio? No, non lo so, non credo. Ognuno ha diverse doti fisiche, tecniche e una propria personalità, e pur pensando a tanti bravi giocatori è molto difficile indicare un erede".
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