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VENERDÌ 25 SETTEMBRE 2026 - INTERVISTE

CARMINE ESPOSITO: “NAPOLI? LA SQUADRA HA PROBLEMI SOPRATTUTTO DAL PUNTO DI VISTA MENTALE”


“Allegri deve trovare la strada per risalire”


 
     
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A cura di: Redazione
Fonte: Napolicalcionews.it

Nel corso del suo intervento a Radio Punto Nuovo, mister Carmine Esposito ha analizzato il momento del Napoli dopo il pareggio di Firenze, soffermandosi sulle difficoltà mostrate dalla squadra, in particolare sul piano mentale e della continuità durante le partite.

«Nazionale? Sicuramente troveremo una Nazionale nuova e diversa. Mancini sta puntando su un ciclo di giovani interessanti e speriamo che queste quattro partite possano darci il via per qualificarci, perché sarebbe veramente un disastro non riuscire a qualificarci un’altra volta. Credo che ci sia bisogno di ricostruire un gruppo, come Mancini aveva già fatto molto bene nella sua precedente esperienza.

Pio Esposito? Innanzitutto gli auguro un grandissimo futuro, perché è un giocatore importante che si è ritagliato uno spazio significativo nell’Inter, nonostante davanti abbia tanti campioni. Ha avuto modo di giocare diverse partite e spero che in Nazionale possa far vedere veramente tutto il suo valore. È un calciatore che ha margini di crescita incredibili. Bisogna però avere un po’ di pazienza, perché è ancora giovane, e lasciare che Mancini possa lavorare su di lui e aiutarlo a crescere.

Il Napoli? Ero anche allo stadio a Firenze e, sinceramente, faccio fatica a capire questa squadra. Mi sembra un po’ il Dottor Jekyll e Mister Hyde: ha delle pause importanti e poi si perde in un bicchiere d’acqua. Secondo me è una questione soprattutto mentale. Il Napoli ancora non è una squadra completamente competitiva e questo mi dispiace, perché sono già passate dieci giornate di campionato e, almeno per quello che abbiamo visto, non sta facendo benissimo. Speriamo che questa sosta possa servire a recuperare soprattutto dal punto di vista mentale e a ritrovare un po’ di tranquillità.

Il progetto del Como e Fabregas? È una situazione molto interessante. Fabregas è un grande allenatore e porta con sé tutta l’esperienza maturata prima da calciatore e poi da tecnico. Quando segui un progetto devono essere coinvolti tutti: dal magazziniere ai giocatori, fino alla proprietà. Da quello che ho visto e sentito, la società lascia a Fabregas grande libertà, ma allo stesso tempo lui fornisce quotidianamente informazioni alla proprietà sui singoli calciatori. Questo secondo me è il massimo, perché alla fine non è soltanto una questione di allenatore o vice-allenatore, ma di un progetto condiviso.

Credo che il presidente del Como si fidi molto delle idee di Fabregas, che sono innovative e rappresentano quello che secondo me è il calcio moderno. Una gestione di questo tipo, però, a Napoli sarebbe un po’ più complicata. Per fare una cosa del genere serve una proprietà che abbia voglia di ascoltare, di conoscere e di entrare nel progetto senza interferire continuamente. A livello italiano ed europeo sarebbe sicuramente una situazione molto interessante.

Fiorentina-Napoli? Secondo me il problema non è stato soltanto l’inizio del secondo tempo, ma anche il primo. La Fiorentina non ha fatto chissà cosa, però ha avuto delle occasioni, delle traverse e dei tiri che potevano portare al gol. Il Napoli, invece, è riuscito a sbloccare la partita al 23’ con Gilmour, con un bel gol su calcio d’angolo e uno schema ben eseguito. Dopo il vantaggio abbiamo avuto una ventina di minuti di possesso palla continuo, giustamente perché stavamo vincendo.

Poi, però, una squadra come il Napoli, che sta vincendo a Firenze e che ha avuto tutte le difficoltà che abbiamo visto in questa prima parte di stagione, deve entrare nel secondo tempo con un atteggiamento completamente diverso. Non può permettersi di avere quei cinque o sei minuti di blackout. L’ho detto anche prima: secondo me è soprattutto una questione mentale. Non so cosa stia succedendo dentro lo spogliatoio e all’interno della società, ma non vedo continuità. Non vedo una squadra capace di stare sul pezzo per 60, 70 o 80 minuti e poi gestire la partita attraverso il possesso palla. Il Napoli approccia quasi sempre male le partite o alcuni momenti delle gare. Evidentemente non ha ancora trovato la quadra giusta.

Allegri? Sarà lui, insieme alla squadra, a dover trovare la strada per risalire. Anche i giocatori devono dare qualcosa in più. Con Conte, per esempio, non giocavamo sempre un calcio spettacolare, ma almeno lottavamo fino all’ultimo secondo, su ogni pallone. Quest’anno vedo troppi problemi: ci sono giocatori nuovi che devono ancora inserirsi, McTominay ha avuto dei problemi fisici e spesso gioca una partita sì e una no. Ci sono tante situazioni diverse da sistemare.

Dobbiamo costruire una squadra tutti insieme: allenatore e giocatori devono dare qualcosa in più, perché non possiamo più permetterci di perdere punti. La Champions è una competizione affascinante e importante, ma anche molto difficile. Lo abbiamo visto contro l’Arsenal, quando siamo andati subito in difficoltà. Per questo bisogna ritrovare compattezza e continuità.

Il vero Napoli? Sinceramente, fino a questo momento non l’ho ancora visto. Anche nelle prime partite vinte, penso per esempio a Genova, abbiamo conquistato i tre punti attraverso un episodio, ma non disputando una grande partita. Non ricordo tante gare, in questa prima parte di stagione, nelle quali il Napoli abbia giocato davvero bene per novanta minuti. Abbiamo visto una squadra che ha giocato a sprazzi. E questo, per me, non è ancora il vero Napoli».