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SABATO 11 APRILE 2026 - INTERVISTE

ADL ALLA CBS: "IL 4º SCUDETTO PIÙ BELLO DEL 3º. CONTE DECISIVO. IL CALCIO È VECCHIO, SERVONO RIFORME"


Lunga intervista al presidente azzurro


 
     
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A cura di: Redazione
Fonte: Corriere dello Sport

Aurelio De Laurentiis ha offerto uno spaccato completo non solo sul presente del Napoli, ma anche sulla visione del calcio moderno, tra aneddoti personali, retroscena storici e critiche al sistema ai microfoni della CBS. Il presidente azzurro è intervenuto a Los Angeles, in occasione della premiere del film Ag4in. Il numero del Napoli ha fatto una dura riflessione sulla situazione della Nazionale italiana e sul sistema federale: "Sto spingendo da anni per tornare a 16 squadre. Riducendo le partite puoi avere due mesi per allenare la nazionale. Voglio sapere perché non c’è un’assicurazione se un giocatore si fa male in nazionale. Se un club perde un giocatore, deve essere risarcito. Sono una mia proprietà, non loro. È troppo facile prendere i giocatori gratis. Non serve un ex giocatore alla guida della FIGC. Serve qualcuno che sappia parlare con il governo, risolvere problemi fiscali e burocratici. Servono persone con credibilità".

Il film con Maradona

Tra i passaggi più curiosi, De Laurentiis ha raccontato il suo rapporto con Diego Armando Maradona, nato prima ancora della sua avventura nel calcio: "Quando ero lontano dal calcio, negli anni ’90 alcuni scrittori sono venuti da me e mi hanno detto 'vuoi fare un film sui tifosi?'. Ho detto che non sapevo niente sul calcio, ma se la trama mi avesse convinto e se avessi avuto Maradona, l’avrei fatto. Così ho chiamato e lui venne, fu fantastico. Quando ci siamo visti mi ha raccontato tutta la sua storia, con sua moglie, e fu così per 3 giorni, fu fantastico. Lo abbiamo fatto protagonista di un film ma non girato a Napoli, abbiamo inventato uno spazio falso che sembrava Napoli, altrimenti non avremmo girato nulla in città".

L'acquisizione del Napoli

Il numero uno del Napoli ha poi ripercorso l'acquisizione del club nel 2004: "Ero a Los Angeles, stavo girando un film con diversi attori importanti.  Decisi di prendermi una pausa e andai a Capri. Lì lessi su un giornale che qualcuno stava comprando il Napoli per 5 milioni di euro. Chiesi informazioni e mi dissero: 'Il Napoli non esiste più, è fallito'. Dopo la bancarotta il Napoli doveva essere acquistato con un’asta. Mio figlio Luigi e mia moglie Jacqueline dissero 'ma sei pazzo? Non sai niente sul calcio!'. Ma io sono un uomo di business, è una nuova avventura. Misi dei soldi sul tavolo ma acquistai solo un pezzo di carta, non c’erano i giocatori. Non esisteva più niente. Non sapevo da dove iniziare. La federazione mi disse che dovevo ripartire dalla Serie C. L’inizio fu terribile: ho passato ore chiuso negli spogliatoi perché la gente voleva aggredirmi. Ma per me è stato come il migliore film della mia vita. In tre anni siamo tornati in Serie A".

"Il calcio è troppo vecchio, dobbiamo rinnovarlo"

Guardando al presente, De Laurentiis ha parlato anche del sistema calcio in generale: "Il calcio è troppo vecchio, dobbiamo rinnovarlo. La nuova generazione è velocissima, hanno la passione ma non la pazienza. Non riescono a vedere una partita di due ore in televisione. Si potrebbero dividere i tempi, magari 25 e 25 minuti consecutivi con il tempo effettivo. Oggi gli arbitri decidono il recupero: è un’anarchia. Il calcio è un’industria e loro non lo capiscono. Numero uno, i soldi guadagnati dovrebbero essere dei club, non della federazione. UEFA e FIFA fanno troppi soldi. Dicono che distribuiscono, ma non è così. Loro mentono. I giocatori non possono giocare 70 partite a stagione. Puoi farlo per un anno, ma poi? Luka Modrić ha 40 anni, è fantastico, ma non può reggere questi ritmi. Guadagniamo un terzo di Milan e Inter, la metà della Juventus, un quarto di Real, PSG, City, United. È difficile competere, ma siamo stati attenti nella gestione. La mia intuizione su Sarri è stata vincente, così come con Benitez, Ancelotti, Spalletti e Conte". 

Le parole su Conte

Proprio su Antonio Conte ha raccontato un retroscena curioso: "L’ho incontrato alle Maldive 10 anni fa, abbiamo fatto il bagno insieme. Quando ho avuto problemi con altri allenatori l’ho chiamato e lui mi ha detto: 'Aurelio vengo, ma voglio partire da zero'. Così è stato, ed è arrivato lo scudetto. È stato un thriller. Il terzo scudetto era scritto, dovevamo solo capire quando sarebbe arrivato".