A cura di: Redazione
Fonte: Corriere dello Sport
Aurelio De Laurentiis ha offerto uno spaccato
completo non solo sul presente del Napoli, ma anche sulla visione
del calcio moderno, tra aneddoti personali, retroscena storici e critiche al
sistema ai microfoni della CBS. Il presidente azzurro è intervenuto a Los
Angeles, in occasione della premiere del film Ag4in. Il numero del Napoli
ha fatto una dura riflessione sulla situazione della Nazionale italiana e
sul sistema federale: "Sto spingendo da anni per tornare a 16
squadre. Riducendo le partite puoi avere due mesi per allenare la
nazionale. Voglio sapere perché non c’è un’assicurazione se un giocatore si fa
male in nazionale. Se un club perde un giocatore, deve essere risarcito. Sono
una mia proprietà, non loro. È troppo facile prendere i giocatori gratis. Non serve un ex giocatore alla guida della
FIGC. Serve qualcuno che sappia parlare con il governo, risolvere problemi
fiscali e burocratici. Servono persone con credibilità". Il film con Maradona Tra i passaggi più curiosi, De Laurentiis ha raccontato il
suo rapporto con Diego Armando Maradona, nato prima ancora della
sua avventura nel calcio: "Quando ero lontano dal calcio, negli
anni ’90 alcuni scrittori sono venuti da me e mi hanno detto 'vuoi fare un film
sui tifosi?'. Ho detto che non sapevo niente sul calcio, ma se la trama mi
avesse convinto e se avessi avuto Maradona, l’avrei fatto. Così ho chiamato e
lui venne, fu fantastico. Quando ci siamo visti mi ha raccontato tutta la sua
storia, con sua moglie, e fu così per 3 giorni, fu fantastico. Lo abbiamo fatto
protagonista di un film ma non girato a Napoli, abbiamo inventato uno spazio
falso che sembrava Napoli, altrimenti non avremmo girato nulla in città". L'acquisizione del Napoli Il numero uno del Napoli ha poi ripercorso l'acquisizione del
club nel 2004: "Ero a Los Angeles, stavo girando un film con
diversi attori importanti. Decisi di prendermi una pausa e andai a Capri.
Lì lessi su un giornale che qualcuno stava comprando il Napoli per 5 milioni di
euro. Chiesi informazioni e mi dissero: 'Il Napoli non esiste più, è
fallito'. Dopo la bancarotta il Napoli doveva essere acquistato con
un’asta. Mio figlio Luigi e mia moglie Jacqueline dissero 'ma sei pazzo? Non
sai niente sul calcio!'. Ma io sono un uomo di business, è una nuova avventura.
Misi dei soldi sul tavolo ma acquistai solo un pezzo di carta, non c’erano i
giocatori. Non esisteva più niente. Non sapevo da dove iniziare. La federazione mi disse che dovevo ripartire dalla
Serie C. L’inizio fu terribile: ho passato ore chiuso negli spogliatoi
perché la gente voleva aggredirmi. Ma per me è stato come il migliore film
della mia vita. In tre anni siamo tornati in Serie A". "Il calcio è troppo vecchio, dobbiamo
rinnovarlo" Guardando al presente, De Laurentiis ha parlato anche del
sistema calcio in generale: "Il calcio è troppo vecchio,
dobbiamo rinnovarlo. La nuova generazione è velocissima, hanno la passione
ma non la pazienza. Non riescono a vedere una partita di due ore in
televisione. Si potrebbero dividere i tempi, magari 25 e 25 minuti consecutivi
con il tempo effettivo. Oggi gli arbitri decidono il recupero: è un’anarchia.
Il calcio è un’industria e loro non lo capiscono. Numero uno, i soldi
guadagnati dovrebbero essere dei club, non della federazione. UEFA e
FIFA fanno troppi soldi. Dicono che distribuiscono, ma non è così. Loro
mentono. I giocatori non
possono giocare 70 partite a stagione. Puoi farlo per un anno, ma poi?
Luka Modrić ha 40 anni, è fantastico, ma non può reggere questi ritmi. Guadagniamo un terzo
di Milan e Inter, la metà della Juventus, un quarto di Real, PSG,
City, United. È difficile competere, ma siamo stati attenti nella gestione.
La mia intuizione su Sarri è stata vincente, così come con Benitez, Ancelotti,
Spalletti e Conte". Le parole su Conte
Proprio su Antonio Conte ha raccontato un retroscena
curioso: "L’ho incontrato alle Maldive 10 anni fa, abbiamo
fatto il bagno insieme. Quando ho avuto problemi con altri allenatori l’ho
chiamato e lui mi ha detto: 'Aurelio vengo, ma voglio partire da zero'. Così è
stato, ed è arrivato lo scudetto. È stato un thriller. Il terzo scudetto era
scritto, dovevamo solo capire quando sarebbe arrivato".
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