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LUNEDÌ 9 FEBBRAIO 2026 - INTERVISTE

VERGARA SI RACCONTA: "GIOCARE A NAPOLI DA NAPOLETANO È LA COSA PIÙ FACILE CHE CI SIA!"


Il centrocampista azzurro ha parlato ai microfoni del club


 
     
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A cura di: Redazione
Fonte: Napolicalcionews.it

Nel corso del primo episodio del nuovo format “Small Talk”, Antonio Vergara si è raccontato ai microfoni dei canali ufficiali della SSC Napoli.

Gol al Chelsea? Ho visto Mattias andare in pressione forte, aggressivo. Recupero palla, mi giro e non vedo soluzioni immediate, quindi oriento il controllo in avanti. Arriva il difensore in scivolata, me la allungo un po’, metto il corpo tra palla e avversario e poi faccio il mio movimento naturale. Il tiro è incaduto, per prendere tempo al portiere. Quando ho calciato non mi ero nemmeno accorto che la palla fosse entrata: mi giro, sento lo stadio esplodere ed esulto. La mia faccia era incredula, non ci credevo nemmeno io. È stato emozionante, soprattutto per l’importanza del gol, perché in quel momento ha dato speranza a tutti.

Gol alla Fiorentina? Ho visto la palla lunga passarmi sopra la testa e ho capito che c’era Rasmus. Ho notato Brescianini in anticipo, mi sono girato, poi Rasmus l’ha fatta scorrere. A quel punto ho detto: ‘La vado a prendere subito’. Ho accelerato, me la sono allungata quel tanto che bastava per evitare portiere e difensore e poi l’ho piazzata. Elvis (Abbruscato, ndr) mi dice sempre: ‘Piazzala, non tirare forte’, e così ho fatto.

La differenza è che il primo gol (quello al Chelsea, ndr) ci ha dato speranza, ma alla fine è stato inutile. Non conta segnare o fare assist: per me l’unica cosa che conta è vincere. Sono molto più felice di esultare nello spogliatoio tutti insieme che di segnare se poi non serve a nulla. Se potessi cambiare un mio gol con una qualificazione in Champions League lo farei subito, perché ho sempre sognato di giocare una competizione del genere”.

Indossare la maglia azzurra? Si dice che essere napoletano e giocare a Napoli sia la cosa più difficile, ma non è vero. Giocare a Napoli è difficile, ma giocare a Napoli con la tua maglia D1OS è la cosa più facile che ci sia. Non rappresenti solo una squadra, rappresenti ogni bambino che sogna di indossare questa maglia. Certo, arriveranno le critiche e i momenti no, ma non contano le parole. Conta l’emozione negli occhi della gente, dei ragazzi fuori dallo stadio. Quello ripaga più di qualsiasi altra cosa”.