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SABATO 21 FEBBRAIO 2026 - INTERVISTE

VALENTINA DE LAURENTIIS: “SIAMO AL SERVIZIO DELLA GENTE. FUTURO DA PRESIDENTE? SAREBBE UN ONORE”


"Il pilastro del Napoli si chiama Aurelio De Laurentiis"


 
     
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A cura di: Redazione
Fonte: Napolicalcionews.it

«Napoli è un universo vario che brilla della propria genialità e della propria bellezza. E noi siamo al servizio della gente. Senza i tifosi, saremmo niente». Così Valentina De Laurentiis, figlia del patron Aurelio, in una lunga intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport.

Quando Valentina De Laurentiis e il Napoli s’incontrarono?

«Al San Paolo misi piede per la prima volta nel 1994, con amiche che mi trascinarono da Capri, dove eravamo in vacanza».

E però, nella triste primavera del 2020, riscoppia l’idillio.

«Erano le terribili ore del Covid, nelle quali ebbi modo di riscoprire il piacere della famiglia, quella sensazione che ti dà stare tutti assieme, colazione-pranzo-cena. Ma eravamo in un inferno, l’essere umano e la sua condizione sottosopra e a rischio...».

La chiama suo padre dal piano superiore...

«E mi dice: ti devo parlare. Ero appena laureata in psicologia, neo-mamma di Auro, che si univa a John, quindi due figli da seguire. E papà mi fa: ho appena chiuso con Robe di Kappa e ho bisogno di te. Auto-produciamoci le maglie. A chiunque, del club, sembrò una scelta assurda ma io e lui assieme veniamo considerati amabilmente i due pazzi. E ci siamo avventurati in questo universo».

Gli effetti non si svelano, immaginiamo, ma diciamo che aver venduto 700mila maglie rappresenta un valore quadruplicato rispetto al passato.

«Siamo stati coraggiosi, ci siamo tuffati in un mare magnum tempestoso, l’abbiamo attraversato con grandi bracciate: non è facile attrezzarsi tra il Bangladesh, la Cina, la Turchia e chiaramente l’Italia. E affrontare i dazi ma anche avere collegamenti internazionali in un settore che non ci apparteneva. Papà è un manager davvero straordinario, il visionario che viene raccontato ma anche di più, però quello era un pianeta nuovo per lui e figurarsi per me».

Potremmo chiamarla presidente, un giorno?

«Se mai dovesse succedere, sarebbe un onore che richiederebbe impegno. Il pilastro del Napoli si chiama Aurelio De Laurentiis, che sogna uno stadio nuovo e sempre azzurro, come lo è ormai da anni e anni. I successi producono simpatia, aiutano a non essere “incazzati” come può capitare quotidianamente, e noi vogliamo regalare gioia. La storia racconta con i due scudetti e l’esemplare conduzione finanziaria di cosa sia stato capace Adl».