A cura di: Redazione
Fonte: ANSA
Una lunga storia d'amore a tinte giallorosse che, come tutte
quelle più avvincenti, inevitabilmente arriva a una fine. Si chiude oggi la
corsa di Pantaleo Corvino alla guida di responsabile area tecnica del Lecce. Non
un semplice e freddo comunicato, consuetudine in questi casi, ma una conferenza
stampa, una novità per questo mondo, assieme al presidente del club Saverio
Sticchi Damiani, per spiegare le ragioni di questo stop. Corvino in apertura
sgombra il campo da qualsiasi allusione legata alla sua decisione: "Non è
facile per me oggi essere qui - dichiara -, 13 anni di una storia d'amore
lunga, che non può essere raccontata in pochi minuti. Io e mio figlio siamo
stati chiamati in causa in un'inchiesta sul sistema calcio: abbiamo la coscienza
pulita e quella storia non è certo coincisa con la mia decisione di
fermarmi". Poi chiarisce: "Avevo un sogno e l'ho realizzato:
diventare il direttore sportivo del Lecce, ed oggi sono qui a spiegare il
motivo per il quale sto infrangendo questo sogno - prosegue - . Al presidente
ho detto di essere stanco. Ci sono dei momenti nella vita in cui ti rendi conto
di dover fermare la corsa. Le motivazioni non mi mancano, ma ho bisogno di
tirare il fiato. Sono stati sei anni bellissimi, straordinari: abbiamo fatto
qualcosa di folle in questo periodo. La ferita più grande è stata la scomparsa
di Graziano Fiorita, fisioterapista del club, che consideravo un mio
figlio". Uno stop a tempo: "La passione ce l'ho ancora, ma se
non ho le forze devo fermarmi - chiarisce - . Dispiace perché avrei voluto dare
ancora qualcosa al Lecce, ma il Lecce non può aspettarmi. Non so quanto tempo
ci vorrà per recuperare, ma voglio vincere altre corse: mi sento ancora un
cavallo di razza. Non voglio morire in casa, i cavalli di razza muoiono in
pista".
Per un attimo ritorna con la mente a quanto fatto sotto la
sua guida: "Anche il prossimo anno di Serie A del Lecce sento mio -
prosegue Corvino - . Complessivamente qui ho fatto quattro anni di B,
vincendola tre volte, e undici anni di A. I tifosi hanno gioito per la
conquista di otto titoli livello giovanile, soprattutto per lo scudetto della
Primavera. Con il presidente Sticchi Damiani sono stati sei anni straordinari,
volevamo che il nostro territorio emergesse, lo abbiamo tutelato e protetto. Lascio
uno dei club più in salute d'Europa".
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