A cura di: Redazione
Fonte: Napolicalcionews.it
La storia del Napoli è legata a calciatori arrivati da paesi
lontani e capaci di creare un rapporto speciale con la città. Alcuni hanno
portato trofei, altri record, altri ancora sono diventati simboli di un’epoca.
Da Diego Armando Maradona ai protagonisti più recenti, il club azzurro ha
costruito parte della propria identità anche grazie ai suoi campioni stranieri. 1. Diego Armando Maradona Nessun nome può occupare il primo posto davanti a Diego
Armando Maradona. Arrivato dal Barcellona nel 1984, l’argentino cambiò la
dimensione sportiva del Napoli. Con lui arrivarono i primi due Scudetti della
storia del club, nel 1986/87 e nel 1989/90, oltre alla Coppa Italia, alla Coppa
UEFA e alla Supercoppa Italiana. Il rapporto tra Napoli e Maradona superò presto il calcio.
Il numero 10 divenne un simbolo popolare della città e lo stadio porta il suo
nome. In altri servizi online, il tema dell’identificazione degli utenti segue
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Per Napoli, invece, l’identità di Maradona resta legata in modo indelebile alla
storia cittadina. 2. Dries Mertens Dries Mertens arrivò dal PSV nel 2013 e finì per riscrivere
i record offensivi del club. Il belga ha segnato 148 reti in 397 presenze con
il Napoli, diventando il miglior marcatore della storia azzurra. Con il soprannome “Ciro”, Mertens entrò nella cultura
cittadina in modo raro per un calciatore straniero. Vinse Coppa Italia e
Supercoppa Italiana e rimase uno dei volti principali del Napoli per quasi un
decennio. 3. Marek Hamšík Marek Hamšík arrivò nel 2007, quando il Napoli era appena
tornato in Serie A, e rimase per dodici stagioni. Con 520 presenze ufficiali
stabilì un record che racconta la sua centralità nella squadra. Centrocampista completo e capitano, Hamšík segnò 121 gol e
vinse due Coppe Italia e una Supercoppa Italiana. 4. Careca Antonio Careca arrivò nel 1987 e divenne uno dei pilastri
del Napoli più forte del Novecento. Il brasiliano formò con Maradona e Bruno
Giordano il celebre trio Ma.Gi.Ca., combinando velocità, tecnica e precisione
sotto porta. Con la maglia azzurra realizzò 96 gol in 221 presenze.
Partecipò alla conquista dello Scudetto 1989/90, della Coppa UEFA 1988/89 e
della Supercoppa Italiana 1990. 5. Edinson Cavani Edinson Cavani arrivò dal Palermo nel 2010 e diventò
rapidamente il “Matador” del San Paolo. In tre stagioni segnò 104 gol in 138
partite ufficiali. Il suo contributo accompagnò il ritorno del Napoli ai
vertici italiani. Nel 2012 vinse la Coppa Italia contro la Juventus, primo
trofeo del club dopo oltre vent’anni. 6. Ezequiel Lavezzi Prima di Cavani e Mertens, il volto della rinascita fu
Ezequiel Lavezzi. L’argentino arrivò nel 2007 e portò velocità, dribbling e
imprevedibilità a una squadra appena rientrata in Serie A. Il “Pocho” chiuse la sua esperienza napoletana con 48 gol e
57 assist in 188 partite. Fu uno dei protagonisti della Coppa Italia 2011/12 e
contribuì al ritorno del Napoli nelle zone alte della classifica. 7. Kalidou Koulibaly Kalidou Koulibaly arrivò nel 2014 e per otto anni fu il
riferimento della difesa. Potente fisicamente, rapido e forte nell’anticipo, il
senegalese superò le 300 presenze con il club. Con il Napoli vinse una Supercoppa Italiana e una Coppa Italia,
costruendo una reputazione da leader del reparto arretrato e diventando uno dei
difensori stranieri più rappresentativi dell’era moderna azzurra. 8. José Callejón José Callejón arrivò dal Real Madrid nel 2013. Lo spagnolo
disputò 349 partite, segnando 82 gol e fornendo 79 assist. I suoi tagli senza palla sulla fascia destra divennero un
tratto riconoscibile del Napoli di Benítez e poi di Sarri. Vinse due Coppe
Italia e una Supercoppa Italiana e rimase per sette stagioni. 9. Ruud Krol Ruud Krol portò a Napoli il prestigio del grande calcio
olandese. Arrivò nel 1980 dopo gli anni con l’Ajax e rimase fino al 1984. Pur
senza vincere trofei, fu uno dei migliori interpreti del ruolo difensivo visti
in azzurro. In un periodo meno ricco di successi, Krol lasciò comunque
un ricordo molto forte e viene ancora citato tra i grandi terzini e difensori
passati dal club. 10. Khvicha Kvaratskhelia Khvicha Kvaratskhelia ha avuto una permanenza più breve
rispetto ad altri nomi della lista, ma il suo impatto è stato enorme. Il
georgiano arrivò nel 2022 e fu uno dei protagonisti dello Scudetto 2022/23, il
primo del Napoli dopo 33 anni. Dribbling, assist e gol gli valsero il soprannome
“Kvaradona”. La durata della sua esperienza non può competere con quella di
Hamšík o Mertens, ma il peso storico del terzo Scudetto lo colloca già tra gli
stranieri più rappresentativi passati da Napoli. Dieci stranieri, dieci epoche azzurre
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Giocatore
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Nazionalità
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Periodo al Napoli
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Tratto distintivo
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Diego Maradona
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Argentina
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1984–1991
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Due Scudetti e simbolo della città
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Dries Mertens
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Belgio
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2013–2022
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Miglior marcatore del club
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Marek Hamšík
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Slovacchia
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2007–2019
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520 presenze
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Careca
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Brasile
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1987–1993
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Protagonista dell’era di fine anni ’80
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Edinson Cavani
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Uruguay
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2010–2013
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104 gol in 138 gare
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Ezequiel Lavezzi
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Argentina
|
2007–2012
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Simbolo della rinascita
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Kalidou Koulibaly
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Senegal
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2014–2022
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Leader difensivo
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José Callejón
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Spagna
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2013–2020
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Continuità tattica e gol
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Ruud Krol
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Paesi Bassi
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1980–1984
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Classe e leadership
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Khvicha Kvaratskhelia
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Georgia
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2022–2025
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Protagonista del terzo Scudetto
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Il filo comune è il rapporto creato con Napoli. Maradona
resta un caso irripetibile, ma Mertens, Hamšík, Careca, Cavani e gli altri
hanno dimostrato che un calciatore straniero può diventare parte della memoria
sportiva della città. Le epoche cambiano e i record vengono superati, ma certi
nomi restano legati alla maglia azzurra.
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