A cura di: Redazione
Fonte: Radio CRC
Nel corso della
trasmissione “A Pranzo con Chiariello” su Radio CRC, è intervenuto Maurizio
Pistocchi. Queste le sue dichiarazioni: «Rimpiangere il passato è una caratteristica tipica della
vecchiaia. Chi ha una certa età tende a rimpiangere un passato che non può più
ritornare. In passato c’erano situazioni valide e problemi, allo stesso tempo
c’erano anche grandi professionisti. Oggi c’è qualche professionista, non
tanti, e situazioni valide. In generale oggi vedo molti colleghi apparire dappertutto su
Rai 1, La7 e Mediaset che sta causando un’inflazione del mercato televisivo.
Quando lavoravo a Mediaset mi fu detto che non dovevo apparire troppo nel tempo
se volevo durare poiché la gente prima o poi si stufa, infatti io facevo uno o
due programmi a settimana. Bisognerebbe avere l’intelligenza di dosare i propri
interventi nei programmi della settimana. Io non credo ci sia una nuova Calciopoli. Non dobbiamo
esagerare le situazioni, anche se sono critiche. È tutto un problema gestionale
complesso, le lotte di potere all’interno dell’AIA ci sono sempre state. Fare
l’arbitro è un lavoro che viene ben retribuito se lo fai ad alti livelli poiché
lo stipendio medio è di 150mila euro. Dopo la vicenda legata a D’Onofrio,
Gravina ordinò le dimissioni di Trentalance che fu poi assolto. Quando si è
insediata ai vertici dell’AIA la nuova governance, c’è stata una divisione tra
i fedeli di Trentalance e quelli di Rocchi. Dopo di che, sappiamo tutti che il
potere è di chi ha i soldi. Rocchi ha la grande responsabilità della gestione malissima
della classe arbitrale e del protocollo Var. In questi anni il designatore non
ha fatto niente per migliorare i suoi arbitri, difendendo a volte anche gli
indifendibili. Ci sono state un sacco di imprecisioni nel modo in cui venivano
riviste le immagine e venivano esaminate al monitor. Gli arbitri non conoscono
le dinamiche di gioco, non sanno che un giocatore non può muoversi con le mani
dietro alla schiena. Questa insufficienza della classe arbitrale è
responsabilità di Gianluca Rocchi, quest’anno abbiamo visto tantissimi errori. Il var deve intervenire quando c’è un chiaro ed evidente
errore e la domanda che sorge è: chi decide quando c’è un chiaro ed evidente
errore? Il protocollo del Var vieta il tipo di comportamento che viene
addebitato a Rocchi e Gervasoni che non si può fare. Non siamo in presenza di
quello che è successo del 2006. Chi scrive ciò non si rende conto, ha
dimenticato o tende solo ad assolvere il passato per motivi sconosciuti. Quindi, Gianluca Rocchi ha fatto un cosa che in termini di
regolamento e di protocollo var gli vieta di poter fare poiché lui è il capo
degli arbitri e questo gli impone, oltre che una responsabilità politica, anche
una responsabilità etica e morale sui suoi sottoposti. Se non c’è omogeneità di
comportamento con tutti, la conseguenza è che quelli che mi stanno più
simpatici e che reputo bravi, li tutelo. Contrariamente chi non mi sta
simpatico e li considero da bruciare, non li aiuto. Alla fine della stagione,
quelle prestazioni arbitrali comporteranno dei promossi e dei bocciati. La
storia è questa. Non è una questione di aiuti arbitrali per una squadra
rispetto ad un’altra. Se il governo dovesse intervenire la prima cosa che deve
impedire è la ricusazione che è una pratica scandalosa e vergognosa che è usata
per ricattare gli arbitri. Sbagliamo tutti nella vita anche gli arbitri.
L’arbitro ha un ruolo delicatissimo e non deve essere ricusato. Bisogna
ripartire dalla base che è la formazione arbitrale dalle serie inferiori e dai
giovani. Gli arbitri bravi devono andare avanti, e non quelli
raccomandati. Quando si diventa arbitri in grado di arbitrare in Serie A e
Serie B si forma una Cam professionistica formata da super professionisti che
viene valutata giornata dopo giornata da gente seria e a fine stagione se hanno
avuto una valutazione positiva vanno avanti.
Sorteggio Integrale? Dico si».
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