A cura di: Redazione
Fonte: Napolicalcionews.it
Il Napoli si trova davanti a un vero e proprio paradosso
economico: liquidità abbondante, ma margini di manovra ridotti quasi a zero sul
mercato invernale. Come spiega un approfondimento del Corriere della Sera,
il club azzurro ha oltre 170 milioni di euro in cassa, ma è vincolato dalla
regola del “saldo zero” imposta dalla commissione di controllo sui conti: ogni
acquisto dovrà necessariamente essere accompagnato da una cessione. Il nodo principale è rappresentato dal cosiddetto costo
del lavoro allargato, un indicatore che comprende stipendi, commissioni
agli agenti e ammortamenti dei cartellini. La FIGC ha fissato per la stagione
2025/26 il limite massimo all’80% dei ricavi, soglia destinata a scendere al
70% dal 2026/27. Il Napoli ha sforato questo parametro a causa del calo degli
introiti legato all’assenza dalla Champions League e a una strategia contabile
che concentra gran parte degli ammortamenti nei primi due anni dei contratti.
La conseguenza è un mercato estremamente prudente. E
attenzione anche al futuro: se a maggio l’indice dovesse peggiorare
ulteriormente, non è da escludere il rischio di un blocco totale delle
operazioni nella prossima sessione estiva.
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