A cura di: Redazione
Fonte: Napolicalcionews.it
Paolo Cannavaro, ex capitano del Napoli e attuale allenatore
in seconda della nazionale dell'Uzbekistan, è intervenuto ai microfoni di Radio
Club 91, nel corso de Il Calcio Parlato, trasmissione condotta da Manuel
Parlato e Antonio Papa. Ecco quanto evidenziato da Napolicalcionews: "Non amo particolarmente la parola problemi, dico la
verità. Certo, ci sono delle difficoltà in questo momento, anche degli
infortuni che sembravano essere un problema solo dell'anno scorso, invece è una
cosa che si sta portando avanti anche in questa annata. Dover lavorare sempre con una rosa abbastanza ridotta, non
essere mai libero di poter fare la formazione che uno ha in mente, è già un
handicap. Non è un alibi, però è un dato di fatto. Il Napoli comunque ha una rosa competitiva. Ha deciso,
secondo me anche giustamente, di valutare gli acquisti fatti la scorsa estate,
per capire se potessero servire al nuovo allenatore. È una scelta che
condivido. Marianucci? Fa parte della squadra. È un difensore che
ha dimostrato in passato di poter fare la Serie A, tant'è vero che è stato
acquistato da una società come il Napoli. È un giovane di prospettiva sul quale
il Napoli ha puntato e magari è anche l'ora di vederlo in campo, di dargli
quello spazio che gli si sta aprendo in questo momento. Parla uno la cui carriera è partita per una squalifica di un
altro difensore, quindi a volte anche l'occasione fa l'uomo ladro. Mi auguro
che, se dovesse essere chiamato in causa, possa farsi trovare pronto e
dimostrare di essere un giocatore sul quale il Napoli può puntare in
futuro. Allegri? Nel calcio di oggi l'allenatore non può pensare solo a
un modulo, deve fare ogni volta un piano gara diverso, sapere che si può
giocare a tre, a quattro o a cinque. E questa è una qualità che Allegri ha
dimostrato negli anni di avere. Chi era al Maradona l'altro giorno, a fine primo tempo,
avrebbe pensato a tutto tranne che a una partita che finisse 3-3. Io c'ero e,
se devo essere onesto, nel secondo tempo ho avuto anche un po' paura che il
Napoli potesse perderla, mentre nel primo tempo ero super soddisfatto del
lavoro della squadra e dei singoli. Secondo me Allegri è stato un po' condizionato
dall'infortunio, perché già ti sprechi una sostituzione che non era in
programma. Probabilmente sulla sostituzione di Politano si sarebbe potuto
intervenire con un altro uomo, rinfrescando un po' il centrocampo. Però queste sono chiacchiere di chi era in tribuna. Io
faccio l'allenatore e so che ci sono strategie, dinamiche e pensieri che
dall'esterno non possiamo conoscere". De Bruyne play? Secondo me la scelta era stata fatta perché il piano
gara prevedeva che la Roma, avendo difensori molto aggressivi, concedesse degli
spazi alle loro spalle. Sappiamo che De Bruyne rispetto a Lobotka ha molto più
gioco verticale. Mi è piaciuto tantissimo il modo in cui il centrocampo
ruotava, portando a spasso i centrocampisti della Roma. Il primo tempo mi ha
veramente entusiasmato. Poi capita che trovi la quadra, ti si fa male il difensore e
devi inserirne un altro a freddo. Ti trovi con due destri in difesa. Sono dinamiche
che fanno capire quanto sia facile, dall'esterno, parlare di problemi. A volte
un allenatore prepara un piano gara e gli viene stravolto da qualcosa che non è
prevedibile".
|