TORNA IN HOMESOCIETA'SQUADRASTAGIONECalciomercatoSTATISTICHECONTATTI



LUNEDÌ 12 GENNAIO 2026 - REDAZIONALE

OLTRE IL CAMPO: ECCO PERCHÉ IL NAPOLI DI CONTE SPAVENTA IL SISTEMA


Inter-Napoli tra episodi, polemiche e campo...


 
     
0


A cura di: Redazione
Fonte: Napolicalcionews.it

Contro il sistema, contro l’arbitro, contro il telecronista nerazzurro, contro il VAR. Contro tutti.

È sempre così quando il Napoli osa alzare la testa, e soprattutto quando lo fa con metodo, solidità e un’idea precisa di futuro.

Inter–Napoli di ieri sera non è stata solo una partita di calcio. È stata l’ennesima dimostrazione di quanto, al Nord del sistema calcistico (e non solo), la realtà faccia paura quando non può più essere derubricata a casualità. Perché questo Napoli di Conte non è una meteora, non è un’anomalia romantica, non è un favore del calendario: è una squadra che ha imboccato una direzione chiara e proprio per questo spaventa.

Allora ecco il copione: ogni episodio diventa sospetto, ogni fischio un pretesto, ogni parola del telecronista una linea editoriale. Il VAR, che dovrebbe essere solo uno strumento, finisce per essere vissuto – e utilizzato – come mezzo di orientamento. Nell’episodio contestato c’è uno step on foot, certo, ma è il contesto a fare rumore: forse si ha la sensazione che lo stesso metro non venga applicato sempre, ovunque, a chiunque?

In questo quadro va letta anche l’espulsione di Conte. Non come un eccesso isterico, ma come la reazione di chi avverte che ogni scelta pesa doppio quando indossi una maglia che non appartiene al centro del potere. Allora forse Conte protesta per una decisione più che per il singolo episodio, brucia per la sua collocazione dentro una narrazione già scritta. È una rabbia che nasce dalla consapevolezza non dal capriccio e mentre fuori dal campo si discute, in campo il Napoli risponde nel modo più semplice e più scomodo possibile: giocando. La doppietta di McTominay è l’immagine perfetta di questo Napoli. Un calciatore che incarna la tenacia, la concretezza, la capacità di prendersi ciò che è suo senza chiedere nulla a nessuno. Due gol che non sono solo numeri, ma una dichiarazione di intenti: questo Napoli non aspetta concessioni, se le costruisce.

Questo è il punto che terrorizza davvero: l’idea che il Napoli con Conte possa durare, che possa strutturarsi, che possa vincere non “nonostante tutto”, ma perché è più forte, più organizzato, più lucido. La paura non è la sconfitta di una sera, ma la prospettiva di un ribaltamento stabile delle gerarchie.

E qui il calcio diventa specchio di qualcosa di più grande. Da anni si predica che il Sud debba rialzarsi, crescere, emanciparsi, ma troppo spesso i primi a non volerlo davvero sono proprio quelli che occupano le posizioni di vantaggio, perché avere qualcuno sotto è rassicurante. Se chi sta peggio non ti raggiunge, non ti supera, il tuo primato non deve nemmeno essere difeso sul campo.

Il Napoli che cresce, che si organizza, che smette di chiedere permesso, mette in crisi questa comodità. Allora si alza il volume del rumore: polemiche, sospetti, vittimismo rovesciato. Tutto pur di non guardare in faccia la realtà.

La realtà è semplice, anche se fa male: il Napoli non chiede favori. Chiede solo di essere giudicato per quello che è. E oggi è una squadra che può aprire un ciclo. Il resto è paura travestita da analisi.

A cura di Luigi Pezzella